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25 giu 2022

Pnrr, alle università 11 miliardi. Scuttari: "La sfida è attrarre i talenti"

Intervista al direttore generale dell'università di Padova e presidente del CoDau

25 giu 2022
elisa serafini
Cronaca
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Alberto Scuttari
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Alberto Scuttari

Undici miliardi di euro per le università italiane: questo l’importo delle risorse previste dalla Missione 4 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, approvato nel 2021 dall'Italia per rilanciare l'economia dopo la pandemia di COVID-19, al fine di permettere lo sviluppo verde e digitale del Paese. Il settore dell’università, in Italia, conta 96 atenei, 1.793.210 iscritti nell’anno 2020-2021 (dati Ustat) e una grande sfida: aumentare il numero di laureati e attrarre sempre più talenti all’interno del nostro territorio. Per identificare sfide e opportunità, Il Giorno ha intervistato Alberto Scuttari, ingegnere e Direttore Generale dell’Università di Padova, Presidente del CoDAU, il Convegno dei Direttori generali delle Amministrazioni Universitarie, l’associazione costituita dai Direttori generali delle università italiane, sia pubbliche che private, che ha l’obiettivo di svolgere attività di coordinamento e di indirizzo nella gestione delle Istituzioni universitarie. A che punto siamo con i fondi Europei? "Siamo al punto di kick off, al calcio di inizio della partita. I fondi sono stati quasi tutti assegnati alle università e ai progetti di ricerca. Quest’anno si è lavorato ai progetti con l’obiettivo di ottenere le necessarie approvazioni, seguendo i bandi competitivi emanati dai Ministeri. Nel complesso, si tratta di circa 11 miliardi di euro destinati alle università Italiane su due canali: l’innovazione delle infrastrutture e lo sviluppo delle competenze, e i progetti di ricerca e di trasferimento tecnologico". Che ruolo avranno i direttori universitari in questo percorso? "Undici miliardi e mezzo rappresentano una volta e mezzo l’importo del fondo che le università ricevono in un anno “ordinario”. Questo significa che se i progetti devono essere realizzati entro il 2026, ogni università avrà annualmente mediamente oltre il 30% in più di quello che riceve normalmente. Tutto questo richiede un cambio di prospettiva, sarà fondamentale la capacità di fare ricerca e sviluppare progetti, ma al tempo stesso anche ...

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