L'Italia resta in zona bianca, almeno per la prossima settimana. Ma la situazione dei contagi Covid in Italia è in peggioramento, così come la pressione sugli ospedali, seppure i livelli non siano ancora preoccupanti. E' ormai chiaro si tratti della quarta ondata del virus. Dai dati dalla cabina di regia per il monitoraggio Covid, riunita questa mattina come ogni venerdi, si apprende che l'incidenza e Rt balzano in avanti raggiungendo  rispettivamente a quota 58 e 1,57I due valori, che segnano la circolazione del virus e la replicabilità del contagio, sono oltre la soglia di 50x100mila per il primo e oltre l'1,50 il secondo. La scorsa settimana si attestavano rispettivamente a 41 e 1.26.  I due parametri, insieme ai nuovi valori varati dal governo sulla percentuale di saturazione delle aree mediche e delle terapie intensive, determinano il cambio di fascia delle regioni e le relative restrizioni. Crescono anche i ricoveri ma i dati non pongono nessuna regione oltre la soglia critica. Secondo l'Iss è necessario aumentare il tracciamento e soprattutto le vaccinazioni.

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Brusaferro: "Variante Delta al 94%, virus tra i giovani"

Sono 6.619 i positivi al coronavirus nelle ultime 24 ore, con 18 vittime. Il tasso di positività è in calo, al 2.7%, ma ad aumentare in modo consistente sono i ricoverati, 82 in più rispetto a ieri quelli ordinari, 7 in più quelli in terapia intensiva, la cui quota di occupazione torna sopra quota 200, precisamente 201. La variante Delta del covid ha superato ormai il 95% di prevalenza sul territorio nazionale italiano, secondo quanto rileva l'ultima indagine dell'Istituto superiore di Sanità, indicando che al 20 luglio la percentuale di contagiati con la variante indiana era del 94,8%. "Siamo in una fase in cui dobbiamo muoverci con grande prudenza: l'occupazione dei posti letto segna una crescita, ma contenuta, mentre l'incidenza in molte aree è sopra i 50 casi per 100mila abitanti, critica per il tracciamento", ha detto il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, nella conferenza della cabina di regia. Per quanto riguarda l'Rt proiettato per la prossima settimana "mostra una stabilizzazione: è un dato da confermare ma siamo comunque sopra la soglia epidemica". Nonostante l'aumento dei casi, il vaccino sta funzionando molto bene, tanto è vero che "il contagio si diffonde soprattutto tra i giovani non vaccinati tra i 10 e i 29 anni", ha aggiunto, spiegando che "i dati aggiornati al 25 luglio confermano che chi ha completato il ciclo vaccinale ha una protezione alta dall'infezione e molto elevata dalla ospedalizzazione o da forme molto gravi". Il ciclo vaccinale completo "anche l'unico vero antidoto al momento alla variante Delta" e, ha aggiunto Gianni Rezza, probabilmente le persone più fragili e immunodepresse avranno una terza dose".

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Incubo zona gialla

"Il quadro europeo mostra più Paesi che passano da verde ad arancione o rosso intenso. L'infezione cresce in molti Paesi Ue salvo in Olanda, dove la curva sembra essersi fermata, e anche in Italia la curva mostra una ripresa in crescita in tutte le Regioni. Percio' serve prudenza", ha detto sempre Brusaferro. "L'Italia - ha aggiunto - comincia di nuovo a scurirsi". Ma riguardo a possibili cambi di colore per le regioni, il presidnete dell'Iss ha spiegato che "oggi è difficile fare previsioni ma con gli ulteriori dati sull'Rt la prossima settimana potremo avere un quadro più definito" facendo notare che sono  "determinanti, però, i nostri comportamenti". E così, torna l'incubo della zona gialla, soprattutto per alcuni territori. Non solo perché l’incidenza in molti territori ha superato i 50 contagi settimanali ogni 100mila abitanti, parametro che finora comportava un passaggio automatico a  misure più restrittive. Ma, soprattutto, perché l’aumento dei ricoveri può portare a superare i valori limite fissati dall’ultimo decreto Covid: si passa in zona gialla con un’occupazione dei posti letto in terapia intensiva superiore al 10% e dei posti in area medica del 15%. Al momento, secondo l'ultimo monitoraggio, in Italia il valore nazionale è al 2% per le terapie intensive e al 3% per l’area medica. Va inoltre sottolineato che ben 20 Regioni sono a rischio moderato, mentre solo il Molise resta a rischio basso.

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Quali regioni sono a rischio

Ma quali sono le regioni più a rischio? La situazione peggiore è in Sicilia che ha 80 casi settimanali. Non solo, sta all’8% per quanto riguarda l'occupazione dei posti in area medica e 4,7% in terapia intensiva. Molto critica anche la situazione della Sardegna dove l’incidenza è altissima con 136 casi, 4,4 % in area medica e 4,2 % in terapia intensiva. Traballa anche il Lazio con 87,5 casi, ricoveri nei reparti al 4% e 3,7 % in terapie intensiva. Trema anche in Calabria dove l’incidenza è sotto soglia con il 45,9 ma l’occupazione dei posti è al 6,6% in area medica e 3,3% in terapia intensiva. La Toscana ha 94,5 casi, ma la situazione ospedaliera sembra essere sotto controllo: 2,2% pazienti in area medica, 3,3% in terapia intensiva. 

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E la Lombardia?

"Il dato piu' importante sta nel fatto che nonostante anche in Lombardia la variante delta sia ormai predonominante, possiamo notare con soddisfazione che pur in presenza di un aumento dei casi positivi, non si verifica un aumento dei ricoveri in ospedale e in terapia intensiva. Anzi dai dati che sono stati valutati dalla cabina regia dell'Istituto superiore di sanita', la Lombardia continua a rimanere in zona bianca", ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, questa mattina. "I dati per i parametri ci dicono che abbiamo meno di 50 casi su 100mila abitanti, l'occupazione posti letto in area medica è al 3%, in terapia intensiva al 2% - ha articolato il governatore - siamo molto lontani dal 15% e 10% dei termini stabiliti per un restringimento, siamo sicuramente molto lontani". Riguardo la campagna vaccinale, Fontana ha spiegato che "la Lombardia con 12 milioni di dosi somministrate è sicuramente al primo posto tra le Regioni italiane e al quinto posto a livello mondiale alle spalle soltanto di Israele, Danimarca, Regno Unito e Belgio".  "Un dato che ci riempie assolutamente di orgoglio", ha aggiunto il presidente, ringraziando "insieme ai lombardi che hanno mostrato grande senso di responsabilità, chi ha reso possibile tutto questo: personale sanitario, tecnico e amministrativo, volontari. Oltre ovviamente al dottor Guido Bertolaso, che ha messo in piedi questa organizzazione assolutamente perfetta , alla vicepresidente Moratti e all'assessore Foroni che gli hanno messo a disposizione gli strumenti per realizzarla".

Proprio Bertolaso, consulente per la campagna vaccinale della Regione, ha voluto sottolineare che "in Lombardia la variante Delta ha 'infettato' per il "62% non vaccinati, per il 29% vaccinati con 1 dose da almeno 14 giorni e per l'8% vaccinati con 2 dosi da almeno 14 giorni. Di quelli vaccinati con due dosi, nessuno e' deceduto, nessuno e' finito in terapia intensiva e solo 1 su 10 e' stato ricoverato in ospedale".  Per quanto riguarda la variante alpha, invece, ha colpito "per l'87% non vacicnati, per il 6% vaccinati con 1 dose da almeno 14 giorni e per il 6% vaccinati con 2 dosi da almeno 14 giorni". Per gli altri tipi di covid si parla di "84%, 9% e 7%". Poi, ha annunciato: "Guido Bertolaso va in ferie perchè sono vecchietto, pensionato. Credo di aver dato il mio modestissimo contributo a questo lavoro, ora il cerino passa in mano ad Alberto Zoli che è il grande capo dell'Emergenza urgenza della Lombardia e che già da un mese porta avanti su input di Attilio Fontana, sotto la guida di Letizia Moratti e sotto il braccio e l'ala protettrice di Giovanni Pavesi sta portando avanti questo lavoro". 

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Misure prese in autonomia

Nel frattempo, alcune regioni hanno deciso in modo autonomo di inasprire le misure per cercare di contenere la diffusione del Coronavirus, in particolare della variante Delta. In Sicilia il presidente Nello Musumeci ha imposto il tampone obbligatorio per chi arriva da Francia, Grecia e Paesi Bassi o per chi vi ha soggiornato nei 14 giorni precedenti. Le stesse misure di prevenzione sono già previste per chi proviene da Spagna, Portogallo e Malta, oltre che da alcuni Paesi extraeuropei, come disposto dal ministero della Salute.  Anche l’Abruzzo ha disposto l’obbligo di sottoporsi al test per chi rientra da Malta, Spagna e Regno Unito. In sardegna ancora non ci sono deicisioni definitive, ma pare che il governatore Christian Solinas sia al lavoro per emettere un nuovo provvedimento con cui introdurre maggiori controlli per i turisti in arrivo sulla sua isola.  E' probabile che arrivi un inasprimento delle misure anche in Emilia Romagna e Piemonte, mentre il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha annunciato di voler far tornare obbligatorio l’uso della mascherina anche all’aperto.