Scuola in Lombardia, le novità: il Made in Italy non sfonda, piace di più il diploma breve

Tempi stretti per le iscrizioni e l’indirizzo arranca. Nei tecnici attivate 104 classi per il curriculum su 4 anni

Studenti a scuola
Studenti a scuola

Milano – Da una parte ci sono gli indirizzi tecnici e professionali in cerca di rilancio, dall’altra i licei classici che tentano di remare controcorrente, dopo il calo drastico degli iscritti di un anno fa, “innestando“ formule nuove, potenziando lingue, arti o matematica. In mezzo le famiglie, alle prese con le iscrizioni fino al 10 febbraio e con corsi al debutto.

Le novità

Due le novità principali che partiranno (in punta di piedi) a settembre: il liceo del Made in Italy e gli indirizzi tecnici e professionali articolati su quattro anni più due post-diploma, con accesso diretto agli Its. Non sono molte le scuole statali che parteciperanno alle sperimentazioni. Tempi stretti e - in alcuni casi - docenti contrari hanno frenato diversi istituti.

Il liceo del Made in Italy

Il liceo del Made in Italy partirà in 12 scuole lombarde. A livello nazionale solo 92 - rispetto alle quasi 900 che avrebbero potuto attivarlo - hanno scelto di introdurre l’indirizzo caldeggiato dal governo Meloni. Per vederlo decollare effettivamente bisognerà attendere ora le iscrizioni. Tornando in terra lombarda, cercheranno di sperimentare il liceo del Made in Italy cinque scuole paritarie e sette statali.

Il sistema scolastico milanese non traina la riforma: il nuovo liceo prenderà forma solo all’istituto privato Labor. Tre le scuole che apriranno l’indirizzo tra Bergamo e provincia (Leonardo Da Vinci, Belotti, Oberdan di Treviglio) come a Varese (Olga Fiorini e De Filippi e Leonardo da Vinci-Pascoli di Gallarate). Hanno dato poi il via alle iscrizioni il serale Gambara di Brescia, il Munari di Crema, il Parini di Lecco, il Martin Luther King di Muggiò e il Galileo Galilei di Mantova.

Al centro del programma "l’analisi degli scenari storico-geografici e artistico-culturali nonché della dimensione storica e dello sviluppo industriale ed economico dei settori produttivi del made in Italy". Ma per essere ammessi alla sperimentazione gli istituti avrebbero dovuto già avere al loro interno il percorso delle Scienze umane, opzione economico-sociale, tra i più gettonati in questi anni, al punto da dover fare i conti con esuberi (è già stato previsto un incontro ad hoc a Milano cinque giorni dopo la chiusura delle iscrizioni). Queste scuole avrebbero potuto quindi chiedere di sostituirlo col liceo del Made in Italy o mantenere entrambi ma "per un numero complessivo di classi non superiore a quello delle classi prime funzionanti nel corrente anno scolastico". Anche questo può avere frenato parecchio.

Il dilpoma breve

La seconda sperimentazione al via è la riforma dei quattro anni più due per i tecnici e i professionali. A livello lombardo i pionieri saranno circa 1.500 studenti (iscrizioni permettendo). In questo caso a fare da traino sono stati soprattutto i corsi di istruzione professionale regionale (IeFp) e le scuole paritarie.

Sono nate 33 filiere formative in ambito tecnologico professionale (formate da almeno una scuola statale o paritaria, un indirizzo IeFp e un Its Academy) e circa 1.500 gli studenti; 104 le classi attivate (sempre iscrizioni permettendo). "La maggior concentrazione dei progetti è nelle aree dei servizi alle imprese, dalla meccatronica, delle tecnologie dell’informazione, della comunicazione e dei dati e della mobilità sostenibile e logistica - sottolinea l’assessore regionale all’Istruzione Simona Tironi –. Queste rappresentano specializzazioni di cui il tessuto imprenditoriale lombardo ha molto bisogno per il proprio sviluppo e per la propria competitività, e per le quali in Lombardia è presente un forte coinvolgimento delle aziende nella progettazione dell’offerta formativa, nelle docenze e nell’alternanza scuola lavoro".

I nuovi indirizzi “4 più 2“ sono sostenuti da 24 scuole (tra statali e paritarie), 42 enti formativi regionali, e una ventina di Its Academy. Tra le scuole superiori più propense spiccano quelle della provincia di Bergamo con il paritario Leonardo da Vinci (Informatica), il Locatelli (Manutenzione e Aeronautico), il Marconi di Dalmine (informatica), il Natta (Biotecnologie), l’Oberdan (Amministrazione Finanza e Marketing), il Dandolo (Agricoltura e sviluppo rurale, Enogastronomia) e il Betty Ambivery (Meccanica e meccatronica) tra i capofila.