Milano – Curva dei contagi, campagna di vaccinazione e riaperture. Tre temi strettamente connessi tra coloro, al centro dell'attenzione dell'esecutivo targato Mario Draghi e del dibattito politico. Per il premier la ricetta è chiara: "Aperture sì, ma in sicurezza". Da domani l'Italia si avvierà a diventare tutta arancione, con solo quattro regioni in zona rossa: Campania e Puglia rimangono nella fascia di rischio più alta. Confermato il rosso per la Valle d'Aosta, fascia nella quale passa anche la Sardegna (l'ex zona bianca di fine febbraio). Rientrano in arancione Lombardia, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Toscana. Il passaggio consentirà il ritorno a scuola in presenza per tutti gli studenti delle medie e al 50% per quelli delle superiori e comporterà la riapertura di tutti i negozi, di parrucchieri, barbieri e centri estetici.

I colori delle regioni da lunedì 12 aprile

Le regole della zona arancione: cosa si può fare e cose no

"Aperture sì, ma in sicurezza"

La zona gialla

Ma quando sarà nuovamente a disposizione la zona gialla? Il decreto la esclude fino al 30 aprile. Il Comitato tecnico scientifico, del resto, ha più volte sottolineato che le misure previste per le zone gialle hanno dimostrato "una capacità di contenere l'aumento dell'incidenza ma non la capacità di ridurla". L'ultimo decreto prevede però una verifica a metà aprile: se la situazione epidemiologica lo consentirà, si valuterà la possibilità che le zone dove la diffusione del virus è più contenuta possano tornare in giallo e, dunque, procedere ad alcune riaperture, in particolare di bar e ristoranti, cinema e teatri. Ieri il governatore lombardo Attilio Fontana ha spiegato: "Da lunedì siamo in zona arancione ma sono convinto che quando verranno meno i limiti del Governo e si metterà a disposizione la zona gialla, noi sicuramente passeremo in zona gialla a fine aprile" ha detto Fontana. "Avremo così un altro allentamento. Ma quando avremo vaccinato le fasce più fragili, dai 60enni in su, i grandi problemi saranno finiti. Credo che il virus continuerà a girare ma i rischi saranno contenuti. Qualche limitazione comunque potrebbe rimanere ancora e comunque non farebbe male". 

Il nodo della campagna vaccinale

Per il presidente dl consiglio sono "centrali le vaccinazioni, quanto più celermente procederanno più celermente si tornerà ad aprire", soprattutto quando saranno 'scudate' "le categorie a rischio: meglio avere percentuali alte di vaccinazioni nella popolazione di 80-90 anni e i fragili e meno tutti gli altri. Per Draghi mettere in sicurezza i più fragili è fondamentale: "E' essenziale per la ripresa economica – ha sottolineato -. Le aperture dovranno esserci, io non ho una data, ma dipende dall'andamento dei contagi, ma anche un altro dato che non c'è stato finora ma che verrà sicuramente acquisito come paramento, si aggiungerà sicuramente, che è quello delle vaccinazioni". 

Covid 19, ecco come cambia il piano vaccinale dopo la nuova ordinanza di Figliuolo

"Si deve dare settore per settore una data di partenza"

Garavaglia: una data per ogni settore

Il ministro del Turismo Massimo GaravagliaOggi il ministro del Turismo Massimo Garavaglia (Lega) ha sottolineato la necessità di pianificare l'uscita dal lockdown e le riaperture: "Le date servono per far partire in sicurezza un settore e non perdere tempo. Ci sono attività che necessitano mesi di programmazione".  La data chiave per la ripartenza della stagione turistica, secondo Garavaglia,  dovrebbe essere quella del 2 giugno. "Se perdi un mese, qualcuno prenota da un'altra parte, e noi non possiamo permetterci di perdere nemmeno una settimana di questa estate. Si dà magari una settimana di sicurezza, ma si deve dare settore per settore una data di partenza", ha sottolineato il ministro. 

Il pressing per il 20 aprile

E il pressing politico sul tema delle riaperture non si arresta. Il capogruppo di Forza Italia alla Camera Roberto Occhiuto è tornato a ribadire la necessità di programmare le riaperture già dal 20 aprile. "La campagna di vaccinazione sta proseguendo bene – ha detto , mirata soprattutto agli over 80 e ai più fragili, e anche per questo i dati dei contagi sono in costante miglioramento. Laprossima sarà una settimana decisiva per programmare le riaperture delle attività economiche, già dal 20 aprile". "Noi abbiamo dimostrato in questi mesi di avere una posizione di buon senso - aperture dove i dati lo permettono – ma rigettiamo, allo stesso tempo, ideologie che vorrebbero imporre chiusure a prescindere", ha aggiunto, incalzando l'esecutivo.