Natale 2020: come sarà?
Natale 2020: come sarà?

Milano, 26 novembre 2020 - Per la Lombardia sono ore di attesa per sapere se ci sarà il passaggio da zona rossa a zona arancione. Ma non è solo la questione dei cambiamenti di fascia delle regioni a movimentare il dibattito politico. Sono giorni decisivi anche per il nuovo Dpcm Natale che entrerà in vigore il 4 dicembre e conterrà le nuove misure per fronteggiare l'epidemia di Coronavirus che resteranno valide durante le vacanze di Natale e di fine anno. Oggi per il premier Conte è il giorno del vertice con i capi delegazione del governo e i ministri interessati, poi il summit con le Regioni

Vacanze sulla neve

Il Natale senza lo sci rischia di costare caro alla Lombardia: 700 milioni dei circa 10 miliardi di fatturato generato a livello nazionale dal turismo invernale legato alla neve - secondo le stime diffuse da Confindustria e Anef (Associazione nazionale esercenti funiviari) - arrivano dalla Valtellina e dalla province di Bergamo, Brescia, Lecco, Como. Due terzi dei ricavi si concentrano in un mese, dall’8 dicembre - la festa dell’Immacolata che coincide con l’apertura della stagione sciistica - all’Epifania. Ecco perché Anef, in rappresentanza delle 400 aziende che in Italia gestiscono funivie, seggiovie e skilift, ha ribadito "la preoccupazione per la linea rigorista del Governo" e la volontà di "non arrendersi" a un Natale con le piste vuote. Operatori e regioni alpine premono per la ripaertura degli impianti da sci. Conte e il governo non ci sentono: troppo alto il rischio. Si sta cercando un'intesa europea per evitare che, chiusi in Italia, restino aperti all'estero. Francia e Germania sono con l'Italia per un divieto; Austria e Svizzera no. L'idea per scoraggiare i viaggi, se non si riuscirà a far fronte comune, è quella di imporre a chi torna in Italia dall'estero di sottoporsi a tamopone o di fare addirittura una quarantena. 

Impianti di sci chiusi

"Gli impianti da sci e il sistema vacanze invernali che sono fondamentali per la nostra economia riapriranno quando l'epidemia si sarà raffreddata, speriamo nel giro di un mese, un mese e mezzo. I ristori saranno garantiti per tutte le attività che non potranno aprire. La sicurezza delle persone e la salute vengono prima di tutto". Così, secondo quanto si apprende, il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia nel corso del vertice con le Regioni e gli enti locali. "Dobbiamo chiudere questa seconda ondata evitando la terza e mantenendo la convivenza con il virus con il massimo della sicurezza. Anche in Germania si e' scelta la linea della massima prudenza, nella consapevolezza che 'davanti a noi ci sono mesi invernali difficili, e questo vale fino a marzo' ha detto oggi il ministro Helge Braun".

Covid e sci: in Lombardia la neve è un’industria da 700 milioni / GRAFICO

Spostamenti

Una possibilità al vaglio è quella di vietare gli spostamenti anche fra le regioni che dovrebbero rientrare nella zona gialla, ad eccezione di quelli tra parenti strettissimi: coniugi, genitori e figli, partner conviventi. Magari concedendo la possibilità a coloro che fanno parte della strettissima cerchia familiare, come i nonni non conviventi.

Cenoni

Saranno vietati feste e cenoni in luoghi pubblici e privati. Per quanto riguarda i ritrovi familiari, si parlerà solo di raccomandazioni: quindi l'inivito è quello di limitare i cenoni alla stretta cerchia familiare non superando il numero di 6 persone a tavola. Ma le idee sono ancora in fase di valutazione. 

Negozi

Si sta pensando di consentire lo shopping natalizio e di allungare l'orario di apertura dei negozi fino alle 22 in modo da evitare folla e assembramenti e di concedere l'apertura dei centro commerciali nei weekend. 

Coprifuoco

A questo punto si dovrà necessariamente allungare il coprifuoco a dopo le 22. E resta l'incognita della notte di Natale (per sonsentire le messe di mezzanotte) e Capodanno.

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