Studenti in presenza
Studenti in presenza

Non speravano più nemmeno loro di finire l'anno scolastico "in presenza" abituati dall'inizio dell'emergenza Covid ad alternare la didattica a distanza, in percentuale decisamente maggiore, alle lezioni in aula. Gli studenti lombardi delle superiori da lunedì 26 aprile faranno tutti ritorno in classe al pari dei "colleghi" che vivono nelle altre regioni in zona arancione. Così ha stabilito il premier Draghi dopo la cabina di regia per valutare l'andamento delle curva pandemica e la road map per le riaperture

Zona arancione

Non ci sarà più da rispettare l'ormai famosa percentuale di lezioni "dal vivo" tra il 50% e il 75% che costringeva, in caso di zona arancione, i dirigenti scolastici e professori a organizzare difficili alternanze tra classi, con criteri mai uguali da istituto a istituto, e le famiglie a vivere nell'incertezza. In caso di zona rossa, neanche a dirlo, solo videolezioni. Da quando è entrato a regime il sistema delle fasce di rischio, Lombardia ha cambiato 16 volte colore, con due sole parentesi in giallo (41 giorni totali) e per il resto ha oscillato tra l'arancione, anche in versione rinforzata, e il rosso. A pagare il prezzo più alto - in termini di socializzazione, esperienza umane ed istruzione - sono stati proprio i ragazzi delle superiori. Per questo motivo il governo Draghi ha voluto finalmente mandare un messaggio concreto sulla centralità della scuola, definità "architrave" della società, anche se per molti versi questi due anni scolastici sotto la scure della pandemia e delle restrizioni non potranno mai essere considerati completi. Basterebbe chiedere ai tanti ragazzi che hanno protestato fino a pochi giorni fa, occupando anche le scuole nei mesi scorsi, per la riaperture delle classi, accompagnati spesso da genitori e insegnanti

Zona rossa

Nelle regioni dove oggi le criticità e le restrizioni sono maggiori, cioè Puglia, Valle d'Aosta e Sardegna, torneranno a scuola in presenza anche i ragazzi di seconda e terza media mentre nell'ultimo decreto era previsto fino alla prima media. Gli studenti delle superiori frequenteranno in presenza con percentuali tra il 50 e il 75%.

Università

Anche l'università prevede progressive, ma caute, riaperture da maggio: si intensificheranno lezioni, sessioni di esami e di laurea che si terranno in presenza ma si terrà conto di una combinazione di fattori (personale vaccinato, contagi nell'area ecc) e saranno come sempre gli atenei, nella loro autonomia, a prendere le decisioni su come e quanto riaprire. Per il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, "la scelta del Governo è chiara: la scuola è una priorità nella sua azione. Ed è centrale nella vita del Paese, così come lo sono le prossime settimane nel percorso delle nostre studentesse e dei nostri studenti, in particolare di quelli che si apprestano a sostenere gli Esami di fine ciclo".