Conto alla rovescia per la cabina di regia di domani che potrebbe decretare un cambio di marcia nell'allentamento delle misure anti-contagio. Di cosa di discuterà?  Quattro gli argomenti sul tavolo rispetto ai quali potrebbero essere prese decisioni importanti con accelerazioni sulla road map per il ritorno alla normalità: la possibilità di cenare nei ristoranti al chiuso, l'apertura dei centri commerciali anche nel fine settimana, il riavvio del settore delle fiere. E, infine, il tema più dibattuto in queste ore: la modifica degli orari di inizio e di fine del coprifuoco. A presidere la discussione che coinvolgerà ministri ed esperti sanitari il presidente del consiglio Mario Draghi che terrà da conto le istanze avanzate dalla conferenza delle regioni.

Coprifuoco

Se il pressing sulle riaperture è trasversale, con le associazioni di categoria in prima linea, sul tema del coprifuoco è necessario mediare tra due diverse posizioni: l'ala aperturista rappresentata soprattutto dagli amministratori leghisti e più in generale del centrodestra che chiedono il superamento del coprifuoco, oggi in vigore dalle 22 alle 5, e quella dei "prudenti" che seguono la linea del ministro della Salute, Roberto Speranza, che propendono per un allentamento della norma. La soluzione più percorribile al momento pare posticipare di un'ora l'inizio del coprifuoco che dunque partirebbe dalle 23, concedendo un'ora in più ai ristoratori che lamentano la difficoltà di gestire le attività serali, permesse all'aperto, con la scure della chiusura prima delle 22. Non è tuttavia escluso che si riesca ad arrivare alle 24. come auspicato dalla sottosegretario alla Salute Andrea Costa.

Dati incoraggianti

Il contesto è quello degli ultimi giorni che registra un calo costante dei contagi con diminuzione del numero dei letti occupati negli ospedali, insieme all'aumento costante delle persone che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino. Dati che giovedì scorso hanno spinto la maggioranza ad approvare in Senato un ordine del giorno per chiedere all'esecutivo di superare progressivamente il regime del coprifuoco e anche per velocizzare il rilascio del green pass, documento giudicato fondamentale per il rilancio del settore turistico che ha registrato la riapertura degli stabilimenti balneari e delle piscine all'aperto.

Decreto Covid e Dl Sostegni

Delle conseguenze dell'epidemia si continuera' a parlare nei prossimi giorni sia alla Camera che al Senato. L'Aula di Montecitorio, sempre domani, esaminera' il decreto Covid approvato nei giorni scorsi dal Senato, mentre per giovedi' e' atteso il via libera definitivo al dl Sostegni. C'e' poi attesa per il possibile incontro di martedi' prossimo a Parigi tra il presidente Draghi ed Emmauel Macron, a margine della Conferenza sulla crescita dell'Africa. Nelle stesse ore, il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, sara' invece a Brescia, per partecipare alla cerimonia di inaugurazione dell'Anno Accademico dell'Universita' e per altri appuntamenti in citta', una delle piu' colpite dal virus, che guarda ora al nuovo futuro.

Parametri e indici

Sempre domani saranno ratificati i nuovi parametri che determineranno la fasce del rischio, con i relativi colori (bianco, giallo, arancione e rosso), attribuiti alle regioni. Le regioni, incontrando il favore del Minstero della Salute, hanno chiesto l'aggiornamento dei criteri valutativi, a partire dall'indice Rt che misura la velocità di diffusione del contagio. A incidere non sarà più quello sui sintomatici - oggi a 0,86, inferiore alla soglia critica 1 - ma quello sui ricoverati. In altre parole, si terrà conto dei posti letto occupati dai pazienti covid nelle terapie intensive e nei reparti generici. Nel primo caso, la soglia critica è 30%, che la Lombardia ancora oggi supera. L'altro fattore determinante resta l'incidenza: il numero di nuovi casi ogni 100mila abitanti, fermo restando che se si superano il 250mila nuovi casi si va direttamente in ross. Ma da questo punto di vista la Lombardia è "fuori pericolo".

Italia in giallo

Da domani, infine, l'Italia torna quasi per intero in zona gialla:  Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto. In zona arancione resta la Valle d'Aosta. Si tratta di un risultato che arriva dopo 5 mesi e che portera' a importanti riaperture anche nelle uniche regioni fino a ora rimaste con misure restrittive piu' severe. In queste aree via libera a ristoranti (quelli con spazi all'aperto), cinema, teatri e musei e spostamenti. Da ricordare che restano diffuse lungo la pensione micro aree rosse adottate dalle Regioni, l'ultimo caso è la Basilicata dove, alla luce dei dati epidemiologici, vari comuni dovranno osservare il massimo lockdown.