Cremona, 10 maggio 2018 - Passeggeri che aprono le porte del treno, bloccato dall’ennesimo ritardo, mentre i vagoni si trasformano in una serra, e invadono la massicciata, bloccando del tutto la circolazione della linea Milano-Varese. L’ultimo episodio della rabbia e dell’esasperazione dei pendolari lombardi esplode con conseguenze ancora peggiori a Pregnana Milanese. Perché le norme sulla sicurezza impongono di bloccare ogni passaggio quando in linea ci sono pedoni non autorizzati. E i ritardi si trasformano in un’odissea per tutti. È la quarta volta che accade dall’inizio dell’anno. Tutto questo accade nello stesso giorno in cui continuano le incursioni dei banditi, giovani per lo più, ai danni di chi viaggia. A Lecco, addirittura, gli assalti avvenivano in stile western, con fucile giocattolo e fazzoletto sul volto. A Cremona si prova a ricostruire la storia dell’aggressione al controllore pestato dal marito di una donna con un bimbo disabile. «Nessuno sgarbo», spiegano da Trenord. La donna teneva aperta la porta del convoglio, bloccandolo, e lui l’ha ripresa. Non va meglio sulla linea che dalla Brianza porta ad Albairate. A Saronno treno del mattino soppresso per vandali. Un estintore svuotato e danni per migliaia di euro. E come sempre, rabbia e proteste. Solo due giorni fa, invece, sulla Lecco Milano, un treno viaggiava con una porta aperta. Per i gestori della linea è stato un viaggiatore ad aprirla.

Il capotreno ha rispettato procedure e utenti. Il giorno dopo l’aggressione alla stazione di Cremona, Trenord difende il dipendente preso a calci e pugni da un pizzaiolo napoletano, che contestava che non fosse stata data sufficiente attenzione per la moglie e il figlio di 10 anni disabile. L’aggressore, che ha colpito davanti a decine di passeggeri allibiti, sarà con ogni probabilità denunciato per lesioni personali e interruzione di pubblico servizio. Il treno, infatti, doveva arrivare a Mantova, ma si è fermato a Cremona. Il ferroviere è turbato, ma sta meglio. «Una cliente con ragazzo disabile in carrozzina - spiega ora una comunicazione di Trenord - è arrivata di corsa al binario 23, quando le porte del treno 2661 (Milano Centrale 18.20-Mantova 20.19) stavano per chiudersi. La cliente ha impedito la chiusura delle porte, trattenendole. La porta si è riaperta ed è intervenuto il capotreno, che ha accolto a bordo entrambi i viaggiatori diretti a Cremona». Sono iniziati i problemi: «Dopo aver fatto presente alla signora che il comportamento metteva a rischio la sicurezza dell’esercizio ferroviario, il capotreno l’ha informata che, per i viaggiatori con disabilità, è a disposizione il servizio dedicato della Sala Blu di Rfi e dell’ufficio dedicato di Trenord, che garantisce l’assistenza a terra e a bordo per questi casi».

«Nel frattempo il capotreno si prodigava di ottenere dalla Sala Operativa Trenord il trasferimento da un binario non accessibile – dove il treno avrebbe dovuto arrivare a Cremona – a un binario accessibile, adeguato per la discesa di carrozzine». Ma quando il convoglio è arrivato a Cremona il marito e padre ha aggredito a calci e pugni il capotreno». Daniele Rescaglio