Madignano (Cremona), 2 luglio 2018 - Nessuna buona notizia per i dipendenti del Mercatone Uno di Madignano. Tre ipotesi che contengono le aspettative dell’azienda, la Shernon (holding che mette insieme tre ditte diverse che hanno acquistato 55 supermercati del gruppo su 68), ma che deludono profondamente i lavoratori. Restiamo a Madignano, dove ci sono 62 dipendenti, da tempo in cassa integrazione a zero ore a rotazione e al lavoro a tempo ridotto.

Se dopo il perfezionamento dell’acquisto si pensava a una riduzione del personale che avrebbe potuto essere assorbita con una diminuzione dell’orario, nell’ultima riunione le cose sono state presentate in modo diametralmente opposto: 62 dipendenti sono troppi e a Madignano, secondo i nuovi proprietari, ne bastano 35. Peraltro, quasi tutti questi dipendenti saranno regolarizzati a tempo ridotto. Per gli altri 27 si apre la prospettiva dell’assegno di disoccupazione per due anni. «Venerdì abbiamo avuto un lungo incontro a Bologna – dice Maria Teresa Perin, sindacalista della Cgil che si occupa della trattativa –. Qualcuno può optare per il trasferimento a Brescia, dove potrebbero aprirsi spiragli per tre posti di lavoro, che però diventa di nessuna convenienza se il lavoro non sarà a tempo pieno. Altri due posti sarebbero disponibili a Pavia. Poi c’è la via del pensionamento che riguarda solo due persone. Pochissimi spiragli ancheper l’ulteriore riduzione di un orario di lavoro già ridotto per dar spazio a qualche dipendente in più».

A conti fatti ci sarebbe posto solo per un paio di persone e tra riduzione d’orario, trasferimenti e pensionamento, alla fine, in base a quanto discusso sin qui, resterà fuori dal ciclo produttivo una quindicina di persone. Il sindacato comunque ha ottenuto incontri trimestrali con la proprietà e, qualora il mercato risponda e sia necessario assumere qualcuno, la priorità assoluta riguarderà le persone messe in disoccupazione.