Mauro Pamiro
Mauro Pamiro

Crema (Cremona), 11 luglio 2020 - La bici di Mauro Pamiro è ancora parcheggiata al cimitero. È lì da sempre, cioè da lunedì 29 giugno, giorno nel quale il professore è stato trovato morto nel cantiere di via Don Mazzolari. Perché? Alcuni abitanti della zona dicono di aver visto da subito la bicicletta, ma è curioso che la polizia abbia chiesto ai due genitori di andare a riconoscerla solo venerdì 3 luglio, nel pomeriggio, dopo il funerale. Come è curioso che nessuno dei partecipanti al funerale si sia accorto di quella bici parcheggiata proprio in un posto dove necessariamente si passa. Quindi, quella bici è stata vista da molti. Possibile che nessuno ci abbia fatto caso?

Risolto, invece, l’enigma della seconda bici. È nera ed è nella casa posta sotto sequestro dalla polizia. Se si passa davanti alla villetta della coppia, si può vedere. Resta il dubbio dell’ultima telefonata fatta dalla mamma a Mauro. Secondo il papà, la madre ha parlato con il figlio sabato alle 20.30, ma poi ha rettificato e ha detto che era venerdì. La mamma sembra non ricordare bene e sul cellulare non c’è traccia della telefonata. Ma il telefono tiene in memoria solo le telefonate degli ultimi tre giorni e la ricerca è stata fatta più tardi.

Resta ricoverata senza una prognosi definitiva Debora Stella, la moglie: le sue condizioni stanno gradualmente migliorando. Gli inquirenti pare non abbiano fretta di sentirla, il pm Davide Russo potrebbe farlo subito con l’assistenza dell’avvocato Mario Palmieri. Al momento non sembra avere tra i suoi appuntamenti prossimi l’interrogatorio, anche se la donna potrebbe e dovrebbe spiegare molte cose. Per esempio, cos’è successo sabato sera dopo che i due se ne sono andati, in tempi diversi, dalla casa degli amici. E come mai è andata a passeggiare nel Moso il pomeriggio di domenica, quando sapeva che il marito mancava da parecchie ore e sarebbe stato giusto allarmarsi.

Tutte domande senza risposta, che non aiutano a dipanare il giallo al quale ogni giorno si aggiungono particolari più o meno veri che ingarbugliano la matassa anziché dipanarla. E intanto la bici è sempre parcheggiata al cimitero.