La sese dell'azienda cosmetica
La sese dell'azienda cosmetica

Crema, 6 gennaio 2019 - «Nessun licenziamento, ma esclusione di una decina di socie dalla cooperativa in seguito a uno sciopero giudicato illegale. E in merito alle due donne in maternità, non sono state licenziate ma sono tuttora regolarmente assunte: non sono più socie, ma dipendenti». Lo dice l’avvocato Pasquale Calvino, che cura gli interessi della cooperativa Giaele, al centro di una diatriba con il sindacato SiCobas che ha accusato la stessa di aver licenziato alcuni dipendenti per Natale. Tutto origina da uno sciopero messo in atto dal sindacato nel mese di ottobre. A seguito di questo atto la cooperativa ha indetto un’assemblea e, ritenendo lo sciopero illegale e foriero di gravi conseguenze per la cooperativa è stata decisa l’esclusione dalla stessa di alcune socie che avevano aderito all’iniziativa, considerata nociva. Di qui l’inizio della procedura che ha visto una decina di lavoratrici venire espulse dalla cooperativa stessa.

«Devo anche aggiungere che la Giaele non ha cessato l’attività e che non ha alcuna intenzione di non pagare l’eventuale dovuto. A fine anno c’è stata una cessione di appalto ad altra cooperativa. I soci sono stati assunti dalla nuova cooperativa mantenendo tutto quel che avevano maturato in Giaele. Sottolineo che tra questi dipendenti ci sono anche iscritti al sindacato di base. L’espulsione delle dieci socie è stata decisa dall’assemblea a causa di atti fortemente denigratori nei confronti della cooperativa, come i comunicati emessi che hanno gettato sospetti infondati sulla stessa».