Milano, 6 luglio 2019 - La parola piattaforma è solitamente abbinata al web per indicare un colosso che veicola dati e informazioni. Piattaforma Milano è invece un metodo nuovo di fare politica partendo dai contenuti e dalle comunità. L’obiettivo finale è individuare di qui alle elezioni amministrative del 2021 l’identikit del prossimo sindaco di Milano, ma attraverso un percorso inclusivo e partecipato. Circa 5000 persone tre mesi fa hanno eletto portavoce di Piattaforma Milano Carmelo Ferraro, direttore dell’Ordine degli avvocati e coordinatore di alcune realtà culturali e sociali molto attive in città. Se il sindaco Beppe Sala ritiene più utile riorganizzare la sinistra puntando su diritti e ambiente, senza escludere la creazione di un suo partito, la scommessa di Piattaforma Milano si rivolge al mondo moderato, liberale e popolare, da sempre maggioritario in città. 

«Il nostro non è un progetto da salotto – chiarisce Ferraro – e non vuole sostituirsi ai partiti. Abbiamo costituito gruppi di lavoro tematici e territoriali per ascoltare e raccogliere proposte per migliorare la qualità della vita in città. Stiamo tessendo una grande trama di rapporti con associazioni, comitati civici e comunità organizzate sul territorio». A fine ottobre si terrà una convention con tutti i gruppi di lavoro per mettere a fuoco i bisogni della città e le priorità delle persone, delle famiglie e delle imprese. A maggio 2020 verranno convocati gli Stati generali di Milano. «Sarà quello – annuncia Ferraro – il momento di consacrazione del nostro percorso partecipativo». Forse già in quella sede verrà individuato il candidato primo cittadino di Piattaforma Milano alle elezioni comunali del 2021.

Una designazione dal basso, non verticistica. Una scelta fatta dalla società civile fra persone meritevoli e capaci, non calata dall’alto. «Piattaforma Milano – conclude Ferraro – si batte per una politica realmente incisiva sulle periferie, per un maggiore coordinamento tra Milano e i comuni dell’hinterland, anche in vista dei futuri grandi eventi come le Olimpiadi. Lavoriamo per una città dove i giovani che studiano o fanno famiglia possano trovare case a costi accessibili, dove tutti i bambini possano trovare posto negli asili; dove le decisioni che contano vengano prese al livello più vicino ai cittadini, secondo un virtuoso principio di sussidiarietà. Chi crede in questo metodo può partecipare alle nostre iniziative e avere la certezza di contribuire a un progetto civico nell’interesse di tutti»