Milano, 5 agosto 2020 - A livello nazionale c’è un’altissima competizione tra i ministri sulla destinazione d’uso dei soldi del Recovery Fund, che tuttavia arriveranno nella seconda metà dell’anno prossimo. Gli enti locali temono, però, che i soldi rimangano nei ministeri, impaludati negli avvolgenti meccanismi burocratici, senza essere spesi. «I fondi europei sono gestiti quasi esclusivamente da Stato e Regioni. E anche le grandi metropoli come Milano sono sempre costrette a negoziare e rincorrere. Questo meccanismo va assolutamente aggiornato. Nel frattempo siamo impegnati su tutti i tavoli negoziali perché la partita ora è in Italia non a Bruxelle», precisa Carmine Pacente, membro del Comitato europeo delle Regioni a Bruxelles e Presidente della Commissione politiche europee del Comune di Milano e di Anci. Ci sono programmi europei per la ripresa, in particolare React-EU, che potrebbero aiutare la ripartenza del capoluogo lombardo. «React-EU - spiega Pacente - vale 47,5 miliardi da utilizzare nel biennio 2020 -2021 ed è destinato alla ripresa dei territori e delle città dell’Unione europea. Per l’Italia la cifra si aggirerebbe tra 10 e 15 miliardi di euro.

Sono fondi strutturali aggiuntivi per i quali non è previsto neppure il confinanziamento nazionale da parte dello Stato membro, in via del tutto eccezionale. Dunque Milano potrebbero beneficiarne in modo semplice, veloce ed efficace, irrobustendo finanziariamente programmi operativi già in gestione come il PON Metro». La Commissione europea con programmi come questo intende proprio agevolare la ripresa delle città.

Ecco perché sarebbe opportuno che gli enti locali venissero coinvolti nella gestione di tali risorse, considerato che i territori ne sono i principali destinatari. Nel concreto come cambierebbe la vita dei milanesi con l’apporto di queste cospicue risorse finanziarie? «Potremmo fare investimenti nella digitalizzazione, la mobilità sostenibile, i servizi e le infrastrutture sociali che sono gli assi del Pon Metro e rappresentano le priorità della Commissione europea. Sarebbe infine utile anche un aggiornamento delle priorità, per finanziare interventi a favore del turismo e della cultura, settori particolarmente colpiti nelle nostre città e a Milano in particolare»