Milano, 15 agosto 2020 - 

LETTERA

Tra tante incertezze, mi pare che gran parte degli italiani qualche giorno di vacanza se lo stia concedendo se è vero che è ridotto al 10-11 per cento il calo dei pernottamenti (e visto che di stranieri ne sono arrivati ben pochi...). Basta che lo faccia con prudenza. Enrico V., Pavia

RISPOSTA

Inquieto, del resto non poteva che essere così viste le ferite e i lutti dei mesi passati. Oggi, Ferragosto, è un po’ il banco di prova per capire quanto abbiamo compreso dei rischi che abbiamo corso e di quelli che potremmo correre in un futuro prossimo. Per il momento c’è una sola certezza. A questa data siamo arrivati in “ordine sparso”, alle prese con ordinanze e divieti che cambiano, con focolai, dati che ci dicono che la stagione turistica è un disastro, ma si dà conto di località che non ce la fanno a reggere la mole di arrivi, di zone che registrano il “tutto esaurito”, di vacanzieri tornati da Paesi ora definiti a rischio che non sanno se devono sottoporsi a tampone oppure no. E tutto nell’ottica di individuare a chi attribuire le colpe per la persistenza del virus e dei danni. Oggi sul banco degli imputati ci sono i giovani e i loro comportamenti, cosa che fa tanto scontro generazionale destinato a non portare a nulla se non a far passare un Ferragosto e giorni successivi in discussioni inutili senza chiederci quanto ognuno di noi è rispettoso delle minime regole di prevenzione.