Milano, 7 aprile 2020 

LETTERA 

Si apre, no, forse, sì. Si riprenderà regione per regione, quando? Si deve guardare la curva dei contagi, Lombardia ultima. Sì, ma quando? Dopo Pasqua, no dopo il 25 aprile. Se ne parla dopo il Primo maggio o forse dalla seconda settimana di maggio. Riaprite il lotto che mi gioco i numeri. Marco T., Como

 

RISPOSTA

Più passano i giorni, più aumenta l’insofferenza. E non è solo una questione di tempo trascorso “ai domiciliari”, ma di confusione. Passato il momento in cui non si capiva da che parte arrivavano le sberle, in cui si era ripiegati su noi stessi perché i ricoveri fioccavano da tutte le parti e le terapie intensive si saturavano, sono tornati in campo i vecchi vizi altro che “nulla sarà più come prima” e così su questa peste 2.0 cominciano a crearsi situazioni ancora più ammorbanti del virus. Fatto salvo che quella dello scontro politico, dopo tutti i richiami all’unità nazionale, resta comunque strisciante, il senso di aver perso di vista il vero obiettivo (salvare la pelle) è stordente. Si parla sempre più di ripresa, perché è pur umano avere una speranza, ma se si continuano a giocare date e scadenze alla fine l’unico risultato che si finirà con l’ottenere sarà quello di esasperare gli animi di chi da casa vuole uscire con o senza mascherina. Così avremo scoperto un altro effetto collaterale del virus: portare il caos e farci vivere nel sospetto che si agisce senza avere le idee chiare.