Luciano Bonetti
Luciano Bonetti

Grumello del Monte (Bergamo), 14 gennaio 2019 - In fuga, continuamente. Scappa dalla tentacolare plastica, dai suoi bassi costi economici. È il destino del legno. E Foppapedretti questo destino lo ha abbracciato in pieno. L’azienda di Grumello del Monte, 50 milioni di euro di fatturato nel 2017 e 200 dipendenti, non ha lasciato il legno quando la plastica lo ha reso antieconomico nella produzione dei giochi, lo scopo per la quale Ezio Foppa Pedretti aveva fondato la società assieme alla sua famiglia nel 1946. Non ha fatto una piega, si è messo a produrre mobili da giardino. E non lo ha lasciato nemmeno quando produrre questi mobili da giardino non era più sostenibile. «Ci siamo messi in fuga con il legno. Abbiamo spiazzato il mercato facendo cose diverse e dal maggiore livello qualititativo. Un cucchiaio di plastica costa meno di uno in legno in termini economici, ma costa molto di più in termini di impatto per la terra», spiega Luciano Bonetti, presidente dell’azienda nella quale lavora dal 1976, quando da ingegnere il suocero Ezio Foppa Pedretti lo chiama per seguire la produzione. E poi arrivano gli anni ‘80. Anni decisivi per la storia dell’azienda. «Con l’avvento delle tv private bisognava dare una svolta – racconta Bonetti – Non si poteva più lavorare solo sui fattori economici, ma i prodotti avevano bisogno di un contenuto di idee. E dovevamo comunicarne la bellezza e l’utilità. Una bella donna non lo trova il fidanzato se resta chiusa in casa». Foppapedretti, così, investe tanto in pubblicità e punta su prodotti nuovi, realizzati ovviamente con l’amatissimo legno per rispondere alle esigenze delle famiglie.

«Facevamo mobili da giardino, ma con la forte stagionalità di questi prodotti e l’inflazione troppo alta non riuscivamo a recuperare i costi di produzione – spiega Bonetti – Dovevamo trovare un’alternativa e abbiamo pensato a oggetti perfetti per i regali delle liste nozze che, però, nessuno aveva mai pensato di regalare». Oggetti come l’asse da stiro Asso, le scale a uso domestico, il seggiolone Sediolone e lo stendibiancheria Gulliver vengono progettati in questi anni e continuano ad essere best seller. «In Giappone tre anni fa il nostro stendibiancheria è stato premiato come il migliore in commercio. È stato disegnato nel 1985», sorride Bonetti. Negli stessi anni Foppadretti rischia e investe sull’ecostenibilità dei propri prodotti: «Non lo faceva nessuno, ma abbiamo studiato assieme ad un’altra azienda una vernice ad acqua per ridurre l’impatto ambientale. Ci costava il 15% in più, ma ci credevamo – aggiunge – Per noi la sostenibilità non è una moda. Noi ci pensiamo da 30 anni». E in cima alla lista delle cose da fare di questo inizio 2019 ci sono proprio gli investimenti per comunicare l’impegno per la sostenibilità ambientale.

Ma c'è anche un altro aspetto: la quota di export che si aggira intorno al 10%. L’obiettivo a lungo termine è quello di raggiungere il 30%. «Finora abbiamo avuto qualche difficoltà ad esportare i nostri prodotti – spiega Bonetti – Per prima cosa, su questo fronte negli anni scorsi non ci siamo impegnati fino in fondo. Inoltre, per ogni nuovo mercato abbiamo bisogno di partner affidabili per la commercializzazione dei nostri prodotti». Grecia e Giappone sono i mercati che vanno meglio, ma crescono anche Spagna, Australia e Corea. L’azienda ha puntato tanto sugli spot televisivi e adesso si ritrova nel pieno della rivoluzione digitale. L’e-commerce, però, non è una novità degli ultimi mesi. Anzi, la quota delle vendite online raggiunge il 15%: «È un mercato dirompente e per certi versi fastidioso. I risultati sono positivi, anche con Amazon che compra direttamente da noi. Noi siamo avvantaggiati rispetto agli altri. Il motivo? La gente ci conosce e ci apprezza».