Fridays for future, domenica in corteo: "Zero consumo di suolo e città 30"

A Pavia, dopo l’assemblea nazionale la manifestazione con le richieste sulla mobilità sostenibile

Greta Thunberg ha dato il via e in tanti l’hanno seguita. Anche ieri oltre 150 ragazzi di Fridays for future sono scesi in piazza per chiedere una maggior attenzione ai problemi del pianeta. "Ci stiamo mangiando il mondo" hanno scritto su un cartello. Ma hanno anche chiesto "zero consumo di suolo" e che Pavia diventi una “città 30“. Secondo alcuni studi, infatti, abbassando la velocità diminuirebbe l’inquinamento dell’aria e si ridurrebbero gli incidenti mortali.

Come quello accaduto un anno fa, quando in viale Resistenza ha perso la vita Daniele Marchi, l’insegnante travolto mentre andava al lavoro in bici. Per garantire una maggior sicurezza ai ciclisti, i manifestanti, partiti dal liceo scientifico Copernico, hanno disegnato una ciclabile in via Cavallini, ma a metà sono stati bloccati dagli agenti di polizia.

"Dopo un’azione di disobbedienza civile assolutamente simbolica fatta davanti alla raffineria di Sannazzaro, dove non è stato rovinato niente, siamo stati puniti – ha detto Nicolò Meregalli di Fff Pavia parlando in piazza della Vittoria –. Da quel momento ci è stato imposto di non tenere i nostri presidi nella piazza più grande della città. Non ci spaventano gli ostacoli, abbiamo organizzato manifestazioni anche più impegnative e da quel provvedimento abbiamo capito che non dobbiamo dare nulla per scontato. Il cambiamento deve essere un percorso collettivo, per raggiungerlo dobbiamo incontrare le persone".

Greta Thunberg qualche anno fa era partita da sola, derisa dal mondo: "Con uno stupido cartello forse è riuscita a ottenere una decisione che contribuirà a ridurre di più le emissioni nella storia dell’umanità – ha aggiunto Giovanni Mori di Brescia –. Dal 2019 sono stati disinvestiti dal fossile più di 12mila miliardi di dollari. La transizione è iniziata, ma sta avvenendo lentamente e non abbiamo più tempo".

Soprattutto in alcune zone si vivono enormi difficoltà. Le ha sintetizzate Mattia Catania di Catania: "Il 70% della mia regione è a rischio desertificazione. La scorsa estate nella mia città faceva così caldo che per una settimana ci sono stati incendi, i cavi della luce si sono fusi e non c’è stata neppure l’acqua perché le pompe idriche non funzionavano".