I rilievi dopo l'incidente aereo
I rilievi dopo l'incidente aereo

Bergamo, 23 settembre 2019 - Sono iniziate ieri mattina le operazioni di rimozione dell’aereo Mooney M20K D-Eise di fabbricazione tedesca diretto a Venezia e precipitato sabato mattina, sette minuti dopo il decollo, sulla rampa della rotonda dell’Asse interurbano, a Orio al Serio. Al lavoro una task force composta da vigili del fuoco di Bergamo, e una del Nucleo Nbcr (quello batteriologico, chimico e radiologico) per travasare il carburante. Mentre gli accertamenti sono affidati alla Polizia di frontiera di Orio al Serio. I resti sono stati portati in un hangar vicino all’Aero club. 

Alle operazioni era presente il procuratore aggiunto, Maria Cristina Rota, e il sostituto Silvia Marchina che ha aperto un fascicolo per disastro aviatorio colposo e omicidio e lesioni plurime colpose a carico di Stefano Mecca, il commercialista di 51 anni di Gazzaniga che era ai comandi del velivolo. Con lui le tre figlie, Marzia, Silvia, le due gemelle di 15 anni, e Chiara, la più grande, di 18 anni. Marzia, che era seduta vicino al papà, è morta tra le fiamme. Ferite le altre. Il procuratore aggiunto ha spiegato che adesso bisogna «congelare la situazione per ricostruire l’incidente nei minimi dettagli, solamente così potremo capire se si è trattato di un’avaria o di un errore umano». Solo poche parole, le sue, dopo oltre tre ore e mezza di rilievi. Ad accompagnare i magistrati il tecnico incaricato dalla procura, Alberto Folchini, del Politecnico di Milano e altri tecnici dell’Enav.

Il sostituto ha sentito anche i due testimoni arrivati per primi, l’ex poliziotto Angelo Pessina, e l’amico Francesco Defendi. Determinanti le loro deposizioni per ricostruire i minuti durante i quali hanno estratto Silvia e Chiara, che erano sedute sul sedile posteriore del piccolo aereo da turismo in fiamme.

L'Aereo Club Taramelli di Orio al Serio, di cui Mecca era vice presidente, è rimasto chiuso. Nessun volo per permettere ai tecnici di ricostruire la traiettoria, il volo e quindi lo schianto . Restano ancora gravi le condizioni del commercialista, ricoverato al Centro grandi ustioni di Verona. Silvia e Chiara sono ricoverate al Niguarda e a Padova: sono in prognosi riservata, ma dovrebbero cavarsela. Dolore e commozione a Gazzaniga, stessi sentimenti anche ad Albino, dove alla casa del commiato è stata composta la salma di Marzia. Accanto al feretro la mamma Francesca Ongaro, che in queste ore ha trovato la forza di tratteggiare un ricordo della figlia. «Una ragazza stupenda, piena di gioia. Amava tante cose, quest’estate aveva fatto il Cre con i bambini a Fiorano al Serio».

Animatrice, insieme alla sorella Silvia: le due ragazze erano molto unite. Avevano appena iniziato il secondo anno di liceo a Gazzaniga. Tantissime persone hanno voluto portare un abbraccio e una parola di conforto alla famiglia. E’ stato un viavai di amici, compagni di scuola, parenti e conoscenti. Alcune amiche di Marzia le hanno portato delle rose bianche. Ma la voglia di parlare è poca, tante le lacrime e la commozione. Il parroco di Fiorano, don Gimmi Rizzi, conosceva bene Marzia e le sorelle perché in questa parrocchia le gemelle (ma anche la sorella maggiore e il quarto fratello, il più piccolo) hanno seguito il percorso della catechesi, ricevuto i sacramenti. Il sacerdote descrive Marzia come una giovane «gioiosa, solare, laboriosa, sensibile, capace di prendersi cura». Oggi alle 15 nella chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire di Fiorano al Serio i funerali.