Rafel Toloi
Rafel Toloi

Bergamo, - È la bandiera silenziosa dell’Atalanta da sei anni. È il capitano dallo scorso dicembre dopo l’addio burrascoso del Papu Gomez. È il veterano del gruppo, uno dei pochissimi ad aver giocato nell’ultima Dea prima dell’avvento gasperiniano (insieme a De Roon e a Sportiello che però hanno poi vissuto esperienze altrove).

Tra due settimane, il 10 ottobre, Rafael Toloi spegnerà 31 candeline sulla torta, quando presumibilmente sarà in ritiro con l’Italia, ma intanto ieri al Meazza contro l’Inter si è già fatto un primo regalo anticipato di compleanno: un gol importante e una prestazione maiuscola, lucchettando il temuto Calhanoglu, marcato a uomo in maniera asfissiante. Mossa tattica vincente di Gasperini che ha chiesto al difensore matogrossiano naturalizzato italiano di prendere in consegna il centrocampista turco fin dalla metà campo e non concedergli nemmeno un centimetro.

Tanta corsa, tanto sacrificio, ma Toloi come sempre ha portato a casa lo scalpo dell’avversario, trovando anche il tempo di portarsi avanti e firmare il momentaneo 2-1 atalantino con un tap in da vero attaccante. Ottava rete in serie A per il quasi 31enne difensore brasiliano di origini trevigiane - suo nonno nel dopo guerra lasciò le colline del Prosecco per andare in cerca di fortuna a Gloria d’Oeste, piccola enclave italiana nel Mato Grosso – diventato il leader silenzioso della Dea.

Non solo per la fascia da capitano. Toloi, con l’altro veterano De Roon, è il leader dello spogliatoio, l’esempio, il giocatore più ascoltato. Anche dallo stesso Gasperini che lo ritiene insostituibile. E incedibile. Mai stato sul mercato nonostante tante ricche offerte dai soliti club inglesi e Toloi da parte sua non ha mai chiesto di andarsene. È arrivato nell’agosto 2015 in un’Atalanta che puntava solo a salvarsi e ha vissuto da protagonista tutta la scalata dal ritorno in Europa alle tre partecipazioni consecutive in Champions League, guadagnandosi anche la maglia azzurra fino al trionfo di Wembley. Ora sogna di vestire l’azzurro anche ai prossimi Mondiali in Qatar ma intanto prima c’è la sua Atalanta: 215 presenze in 6 anni, 176 in campionato. E una curiosità. Il 24 settembre 2015 Toloi segnava contro l’Empoli la sua prima rete in Serie A e con l’Atalanta, sei anni e un giorno dopo la rete di San Siro all’Inter, in mezzo solo nerazzurro, solo Bergamo. Anche nel calcio moderno di oggi esistono ancora le bandiere, seppur silenziose.