Varese, 14 luglio 2017 - L'associazione culturale Magre Sponde, della quale Stefano Binda - l'uomo accusato di aver ucciso la studentessa varesina Lidia Macchi nel 1987 - è socio fondatora, ha deciso di protestare contro la carcerazione dello stesso Binda, sospendendo il festival con spettacoli e concerti che ogni anno organizza nel Varesotto. Binda, sotto processo davanti alla Corte d'Assise, è in cella da gennaio 2016, quando fu arrestato dalla polizia nell'ambito delle nuove indagini coordinate dalla Procura generale di Milano. Secondo le accuse avrebbe massacrato con 29 coltellate Lidia Macchi, sua ex compagna di liceo vicina a Comunione e Liberazione.

"Stefano è in carcere da 17 mesi per una perizia calligrafica - si legge sulla pagina Facebook dell'associazione -, dicono che avrebbe scritto una lettera anonima riconducibile all'assassino. Dicono, perché tutto il resto dice il contrario. E la cosa ancor più grave è che prima di qualsiasi giudizio si è preferito mandarlo in carcere, prima a San Vittore, ora a Busto Arsizio. Stefano è innocente - prosegue il messaggio - ed ora si trova in una cella in cui probabilmente c'é poca luce e fa tanto caldo". L'associazione quindi si rivolge "alle autorità competenti perché tutelino gli innocenti e non smettano mai di cercare la verità".