Varese, 17 febbraio 2017 - "Sono pentito, mi dispiace per quello che ho fatto...". Lo avrebbe detto Alberto Biggiogero, che mercoledì scorso ha ucciso suo padre al culmine di una lite a Varese, incontrando il suo legale in carcere. L'uomo è stato un testimone chiave nel processo sulla morte di Giuseppe Uva. Alberto, domani sarà davanti al gip per l'udienza di convalida. Il suo avvocato, Stefano Bruno, ha spiegato: "È molto provato per l'accaduto e in questo momento difficile i suoi familiari non lo hanno abbandonato. Biggiogero per anni ha vissuto una situazione complicata e anche suo fratello ha affermato che non è colpa sua, che anche lui è una vittima".

Il nome di Alberto Biggiogero è legato al caso Uva, l'uomo deceduto in ospedale nel giugno del 2008 dopo aver trascorso parte della notte nella caserma dei carabinieri a Varese. Quella notte entrambi furono bloccati dai carabinieri mentre spostavano alcune transenne e portati in caserma. In seguito Biggiogero ha raccontato di aver sentito l'amico urlare e chiedere aiuto nella stanza dove era trattenuto e, assieme ai familiari, ha sostenuto l'ipotesi di presunte violenze da parte delle forze dell'ordine.