Angera (Varese), 22 dicembre 2016 - Focus sulla sanità varesina. Ieri l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, ha incontrato i sindaci del territorio per chiarire le ragioni delle scelte organizzative e politiche che si stanno adottando nei diversi ospedali, a partire dalla chiusura del punto nascite e del reparto di Pediatria dell’Ondoli di Angera. Domani, infatti, potrebbe essere il giorno della svolta: tutto dipenderà dall’incontro tra la Regione e il ministero della Salute, col nosocomio che è alla disperata ricerca di pediatri.

"Io e il governatore Maroni saremo ricevuti dal ministro Lorenzin - ha rivelato Gallera -. Si tratta di un risultato importante, che premia la rapidità con la quale ci siamo mossi: speriamo di poter ottenere una revisione della mancata deroga per i nostri punti nascita sotto i 500 parti. Qualsiasi decisione, però, sarà presa rispettando i naturali tempi tecnici. Per Angera occorre innanzitutto trovare i pediatri che vadano a rafforzare l’equipe attuale, professionalità che mancano sull’intero territorio lombardo. Insieme all’Asst dovremo individuare percorsi incentivanti e una rete che permetta a tutti gli specialisti di poter lavorare in presidi ad alta complessità e, parzialmente, in altri ospedali che presentano situazioni meno gravi. Dovremo trovare professionisti che garantiscano competenze adatte a gestire qualsiasi tipo di emergenza".

Il sindaco Alessandro Paladini Molgora ha annunciato che in caso di esito positivo dell’incontro Ministero-Regione verrà proclamata "una giornata di festa cittadina", mentre le mamme "ribelli" - pur professatesi "felici per questa apertura" - non intendono abbandonare il presidio. "Resteremo nel nostro ospedale - fanno sapere -, continuando a vigilare sino a quando al punto nascite non vi sarà un nuovo fiocco rosa o azzurro e in Pediatria non verrà visitato un bambino".

Gallera ha poi spiegato le ragioni di scelte legate a stringenti obblighi normativi, come quello che impone vincoli all’assunzione del personale (con una riduzione della spesa complessiva pari all’1.4%) o quelli che regolamentano l’attività in base ai volumi di lavoro. Alla fine di novembre, infatti, il punto nascita di Angera aveva assistito poco più di 350 partorienti. "La regola dovrà essere quella di far ruotare il personale - ha spiegato il direttore generale dell’Asst Valle Olona, Giuseppe Brazzoli -. In questo modo, un professionista non rischierà di non assistere a parti per intere settimane".

Infine, l’assessore regionale ha affrontato anche il tema dell’ospedale di Cittiglio, difeso da cittadini e sindaci dopo la chiusura del reparto di Ortopedia, trasferito a Luino. "Fra i due Comuni non possono esserci campanilismi", hanno affermato gli esponenti della Giunta regionale (all’incontro era presente anche la titolare a Reddito di autonomia e Inclusione sociale, Francesca Brianza), i quali hanno sottolineato come il Pia Luvini mantenga servizi importanti.

"Le decisioni su Traumatologia e Ortopedia - ha ricordato il direttore dell’Asst Sette Laghi, Callisto Bravi - non era legata ai numeri del reparto, ma alla carenza di figure specialistiche. Avevamo a disposizione sette ortopedici anziché 11, e ciò non permetteva più di assicurare i turni tra reparto, ambulatorio, sala chirurgica ed emergenze".