Monza, 2 aprile 2017 - A Monza era già partita la corsa elettorale anche prima che il governo fissasse nell’11 giugno il traguardo. E da qualche settimana in competizione ci sono già cinque concorrenti e le squadre di tutte le principali forze politiche della città. Sarà una sfida contro il sindaco uscente, Roberto Scanagatti, che si è ricandidato e ha riconfermato la coalizione di Pd, lista Città Persone e la lista di sinistra ex Sel «LabMonza», che ha portato alla vittoria del 2012. Il centrodestra ha presentato il suo sfidante, confermando la candidatura di Dario Allevi, ex presidente della Provincia, che, a differenza del 2012, ha riunificato in città l’alleanza tra Forza Italia e Lega Nord, a cui si aggiunge il partito Fratelli d’Italia.

Arriva dal centrodestra ma guarda soprattutto al centro e ai moderati cattolici l’ex assessore Pierfranco Maffé, che da qualche settimana ha presentato la sua candidatura sostenuta per ora da due liste - una con sfondo bianco e scritta rossa «Monza con Maffé» e il simbolo di una «m» accentata e la lista «Io cambio» - oltre che dal nuovo partito ex Ncd «Alternativa Popolare». È già pronto da dicembre il trentenne Paolo Piffer, il candidato outsider del 2012 che con l’allora lista arancione CambiaMonza superò il 5%, e che anche a questa tornata ci riprova ma con una lista nuova «CivicaMente» dai colori rosso e giallo. Il Movimento 5 Stelle ha superato il passo falso con cui aveva selezionato una prima candidata sindaco con le «comunarie» a inizio marzo e la successiva polemica nazionale sulle sole 20 preferenze online con cui era stata scelta: l’assemblea dei grillini monzesi ha confermato come proprio candidato il secondo delle «comunarie», l’imprenditore sessantenne Danilo Sindoni, senza precedenti esperienze politiche e conosciuto in città per essere stato fondatore e gestore dal 1987 al 2000 dei negozi di videonoleggio «Premiére».