Milano, 19 settembre 2017 - «E’ bene che la squadra sappia che non siamo così collaudati da inserire il pilota automatico. Dobbiamo procedere curva dopo curva». Luciano Spalletti avverte la truppa: guai a specchiarsi, per lui il ‘filotto di gare abbordabili’ è un concetto che non esiste: «Assurdo dare per scontato che faremo filotto prima del derby. Certe gare si danno per scontate, poi è chiaro che vincere uno scontro diretto ti dà un’euforia diversa, che certifica la fiducia. Il Bologna verrà anche da un paio di sconfitte, ma ho visto come sono stati capaci di saltare addosso al Napoli».

Da Crotone al Bologna appunto, da una provincia all’altra, la strada è solo apparentemente in discesa, in realtà buche e trappole sono dietro l’angolo. Il calendario mette l’Inter in condizione di giocare ancora d’anticipo, e magari è un bene, perché a distanza di soli tre giorni i nerazzurri riprovano la fuga. Dal caldo pomeriggio dello Scida alla tiepida notte del Dall’Ara, dove di fronte ci sarà l’ex Palacio a cercar di trascinare i rossoblù incavolati e vogliosi di riscattare i due ko con Napoli e Fiorentina. Ma l’euforia degli ultimi giorni ad Appiano e dintorni è contagiosa, l’operazione ‘allungo’ in classifica stavolta sembra davvero possibile considerati gli impegni delle rivali. A bocce ferme è comprensibile tutto questo entusiasmo: tre giornate da qui ai prossimi quindici giorni per scrollarsi la scomoda compagnia di Juventus e Napoli e salutare l’arrivo della sosta per le nazionali da padroni solitari del campionato è il sogno dei tifosi, proprio per questo, all’opposto, le parole dell’allenatore servono a riportare tutti con i piedi per terra: «Non mi interessa se siamo una sorpresa o no, conta non deragliare nelle tante curve che il campionato ci proporrà. Nessun rilassamento, non si vive di rendita e bisogna già lavorare duro per la prossima sfida. Voglio vedere una squadra tignosa».

Vero, perché dopo la ‘brutta’ vittoria ottenuta a Crotone con gol di Skriniar e Perisic, servirà una prestazione diversa per fare pokerissimo. Cattiveria e determinazione, e non solo le gambe per cercare di eguagliare la partenza di Mancini di due anni fa, con 5 successi consecutivi all’esordio. Due partite in tre giorni impongono riflessioni, ma quando gli si chiede cosa succede dopo 4 vittorie di fila Spalletti replica deciso: «Succede che ne dobbiamo vincere cinque, sei, sette e sembra facile e invece è il contrario. A Crotone abbiamo fatto fatica. A Bologna sarà dura». PER SUPERARE indenni la quinta fatica il tecnico si affida alle solite bocche di fuoco in avanti («Icardi in area di rigore è un serpente. Non sbaglia. Ma io da lui e da Perisic mi aspetto di più fuori dall’area») mentre per eventuali cambiamenti a centrocampo (Vecino e Brozovic titolari?) e in difesa (staffetta Dalbert-Nagatomo) sarà decisiva la rifinitura.