Milano, 26 settembre 2014 - Prima udienza del processo a carico di nove ex dirigenti dell'azienda  Breda Termomeccanica-Ansaldo di viale Sarca, accusati di omicidio colposo e lesioni gravissime davanti ai giudici della nona sezione penale. Secondo l'accusa, sarebbero responsabili della malattia e della morte degli operai per aver omesso "di adottare nella direzione e nell'esercizio dell'impresa, le misure necessarie a tutelare l'integrità fisica dei lavoratori operanti all'interno dei capannoni nei reparti produttivi Convenzionale e Nucleare''. Sono accusati, in particolare, di omissioni "in presenza di lavorazioni insalubri che comportavano esposizione sia diretta che indiretta all'inalazione di polveri e fibre di amianto, usato in tutte le fasi delle lavorazioni" e di non aver informato i lavoratori ''circa i rischi esistenti già conosciuti dalla direzione'' e di non aver fornito ai lavoratori mezzi di protezione individuali e collettivi. Le morti, secondo l'accusa, sono riconducibili a inalazione di fibre di amianto subite nel periodo 1973-1985. Uno degli ex lavoratori presenti al presidio, Silvestro Capelli, ha voluto denunciare "le atrocità a cui ci hanno sottoposto, atrocità che hanno portato a menomazioni o alla morte".

Nel frattempo, all'esterno del palazzo di giustizia di Milano, si è tenuto un presidio dei lavoratori, riuniti nel Comitato per la difesa della Salute nei luoghi di lavoro e nel territorio di Sesto San Giovanni. In uno striscione si legge la scritta: "Per ricordare tutti i lavoratori uccisi in nome del profitto e chiedere giustizia".