Melzo, 12 settembre 2017 - Nessuna novità all’orizzonte, «ma lavoreremo allo sblocco». E presto, a maggiore cautela e per avere informazioni più complete sullo stato dell’area, «indagini e carotaggi sotto le ex porcilaie: a oggi non sono stati fatti». A occuparsi della Beirut-ex Galbani, diroccato biglietto da visita cittadino, la nuova Amministrazione e il nuovo assessore all’Urbanistica Silvia Meazza, 32enne architetto specializzato in housing sociale. Che definisce il problema Galbani una «grande criticità», da affrontare per gradi: «Nessuno ha la bacchetta magica. Ci vorrà tempo».

La possibile vendita. «Sappiamo - dice la Meazza - che il liquidatore, che ora ha in mano la questione, non cessa la ricerca di un acquirente. Come Comune non siamo direttamente coinvolti nella cosa. Ma non stiamo con le mani in mano e seguiamo la vicenda costantemente, mettendo in campo contatti e confronto: è un problema che va sbloccato». Area di enormi dimensioni: «Questo rende tutto molto più complicato. Ma non pare sia possibile prescindere dalla vendita in blocco: chi subentrasse, potrebbe poi frazionare». La convenzione che regola i rapporti con il Comune in vista di futuri interventi scade a fine anno.

«È vecchia di dieci. E anche se prorogabile, andrà comunque modificata. Oggi il problema è grande: di ordine urbanistico, igienico, di sicurezza. Ma noi non cessiamo di vedere nel sito ex Galbani anche una possibile grande risorsa futura: è grande, strategico, vicino alla stazione ferroviarie alle autostrade. È indubbio che una rinascita potrebbe essere trainante per il futuro della città». Le Liste civiche elaborarono un progetto in passato. Fu l’allora assessore Aurora Palermo a picconare per prima i ruderi. Poi il piano si fermò per i problemi economici della proprietà Imel. E subentrarono i tribunali. Un progetto per il futuro? «Partirebbe da quanto già fu ipotizzato in passato, ma dovrà tenere conto della situazione mutata. Dunque residenza e servizi, qualche intervento trainante, e housing sociale». Sempre a ridosso stazione l’altro scheletro, quello del palazzo incompiuto a nord del polo d’interscambio. A lavori fermi da mesi la giunta Bruschi avviò i contatti con l’operatore arrivare allo sblocco.

"A nostra volta stiamo prendendo contatti. A prescindere dalla necessità di eliminare questo cantiere spettrale, quell’edificio è funzionale alle esigenze del quartiere, e va completato». Nei programmi dell’assessorato sicuramente una revisione del Pgt e del regolamento edilizio, «entrambi sono datati. Saranno frutto di percorsi partecipati, e avranno come obiettivo il rilancio del tessuto urbano. Stiamo iniziando a valutare come muoverci in queste settimane, per pianificare il percorso di partecipazione, per noi prioritario».