Pioltello (Milano), 25 maggio 2017 - Riflettori accesi su Pioltello: la città più multietnica d’Italia condannata senza appello. È bastata una frase di troppo pronunciata in una trasmissione a innescare la valanga. Tutto è iniziato con la segnalazione, andata in onda in diretta televisiva. Un pioltellese avrebbe raccontato di aver sentito alcuni cittadini stranieri esultare in un bar di Seggiano di fronte alle immagini della strage di Manchester: una frase sparata nel mucchio che rischia di generare un pericoloso clima di intolleranza. E la città è indignata.

"È partito tutto da una segnalazione razzista e il nostro bar è finito sotto torchio. È una situazione assurda. Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) abbiamo ricevuto controlli da tutte le forze dell’ordine: sono arrivati gli agenti dell’antiterrorismo, i carabinieri e la polizia", racconta Mimmo Sidella del Marrakech Lounge Bar, il locale finito sotto accusa. "La notizia è falsa. I carabinieri hanno individuato la fonte: si tratta di un uomo che scrive sui social dei post che inneggiano al razzismo, siamo pronti a denunciarlo".

"L'altra sera ero qui dentro e posso testimoniare che non c’è stato nessun festeggiamento - dice Mimmo Sidella -. Trasmettiamo solo video e trasmissioni musicali, non telegiornali. A Seggiano convivono tante etnie e religioni diverse: se qualcuno avesse davvero esultato per la strage, gli altri stranieri gli sarebbero saltati addossi". Il clima che si respira ultimamente è pesante. Tanto che ieri mattina un gruppo di cittadini islamici ha organizzato un flash mob per la pace in via Mozart, al quartiere Satellite, dove c’è la più alta densità di musulmani.

"Non vogliamo che venga infangata l’immagine di Pioltello - racconta Ali Sajid, promotore dell’iniziativa di protesta -, non permettiamo a nessuno di provocarci con accuse false. E il dubbio che qui esista l’Isis e soltanto una provocazione. L’Islam è pace: il Corano dice che chi uccide un uomo, uccide tutto il mondo. Non si può generalizzare, chi si fa esplodere non è un vero musulmano: è un fanatico".

La gente ha voglia di normalità. "Vivevo a Manchester quando era accaduto l’attentato di Londra - continua Ali Sajid - e ricordo bene la rabbia di alcuni inglesi, avevano paura e se la prendevano con tutti noi stranieri. Qualcuno lo faceva con violenza. Non voglio ripetere quella brutta esperienza. Il rischio è di scatenare l’intolleranza. A Pioltello abbiamo due moschee, una al quartiere Satellite e l’altra a Seggiano, e non è mai accaduto nulla di strano o pericoloso. Sono controllate, abbiamo migliaia di fedeli che ogni venerdì si riuniscono per la preghiera".