Trescore Cremasco, 9 novembre 2017 -  «Non mi hanno mai ritirato la patente, ma queste voci, che circolano da due anni, diventano sempre più insistenti e quindi ho deciso di postare un video dove faccio vedere che io la patente ce l’ho ancora». E’ la dichiarazione di Angelo Barbati, sindaco di Trescore Cremasco, in questi ultimi tempi messo sulla graticola da illazioni e commenti che non reggono a una verifica circostanziata.

Sindaco, come nasce questa voce? «Due anni fa un consigliere d’opposizione, Gian Mario Mazzini, disse che io avrei dovuto frequentare meno il bar e più il comune. Una battuta infelice perché io di certo non modifico il mio modo di vivere e il paese lo capisco anche frequentando i bar, senza necessariamente bere smodatamente. Da lì le voci si sono modificate fino a quando, qualche giorno fa, una persona mi ha chiesto se fosse vero che mi avevano ritirato la patente perché a un controllo stradale ero stato trovato positivo all’alcoltest». Voci senz’altro infondate ma che hanno costretto Barbati a girare un video e a postarlo per dimostrare che la patente ce l’aveva.

Tutto finito? Neppure per sogno. Da qualche tempo il primo cittadino ha deciso di andare ad aiutare il personale della mensa dei bambini. Una persona aveva dato forfait e quando Barbati l’ha saputo si è offerto volentieri di sostituirla. «E’ un’esperienza appagante e ti mette a contatto con la spontaneità dei più giovani. Consiglio ai miei avversari politici di provare». Ma anche qui è sorto un problema perché le malelingue hanno messo in giro che Barbati era in mensa perché obbligato. In pratica, gli era stata ritirata la patente per ubriachezza ed era stato condannato ai servizi sociali che individuati nel servire alla mensa delle scuole. «Cosa volete, il prossimo anno qui ci sono le elezioni e i miei avversari stanno utilizzando tutti i metodi per mettermi in cattiva luce. Ma sono certo che la verità viene sempre a galla, anche se magari ci mette del tempo e pure se le calunnie danno fastidio e procurano preoccupazioni perché è difficile stroncarle».