Cremona, 4 settembre 2017 - La chiave del lucchetto di un portoncino metallico. Le falle nell’alibi. Sono gli elementi con cui la polizia keniota accusa Lewis, il giardiniere del cottage di Kikambala, dove, il 23 luglio, una banda di rapinatori armati di machete e bastoni ha assalito Luigi Scassellati, 72 anni, commerciante in pensione di Cremona, e la moglie Maria Laura Satta, di un anno più giovane. L’uomo, gravemente ferito alla testa e a un braccio, era sopravvissuto, forse perché creduto morto. La moglie, sorpresa in bagno, era stata colpita a morte. Il capo della polizia criminale della contea di Kilifi ha ottenuto dall’alta corte di Mombasa la formale incrininazione del giardiniere, su cui si erano immediatamente appuntati i sospetti, sia della polizia sia dello stesso Scassellati, di una sua complicità diretta nella sanguinosa incursione. Il giardiniere non ha mai smesso di proclamare la sua estraneità. Da 43 giorni è detenuto nel carcere di massima sicurezza di Shimo la Tewa (letteralmente “Tana della cernia”), nelle vicinanze di Mtwapa, sulla costa settentrionale del Kenya.

La chiave del lucchetto. Il giardiniere alloggiava in un locale, nel giardino del cottage. A volte usciva alle prime luci del mattino, per ripresentarsi in servizio alle otto. Il 23 luglio era una domenica e avrebbe avuto la giornata interamente libera. Aveva in ogni caso piena libertà di movimento perché possedeva una copia della chiave del lucchetto, fissato all’interno del portoncino metallico del giardino. Una volta uscito, attraverso uno sportello, faceva scattare il lucchetto in modo da richiuderlo. Quindi la chiave avrebbe dovuto essere sempre nelle sue mani. Invece gli inquirenti l’hanno ritrovata su un tavolo all’interno dell’abitazione. Una circostanza che scardinerebbe la versione del giardiniere che ha sostenuto di essere uscito per recarsi a messa e che era stato lo stesso Scassellati ad accompagnarlo al cancello. L’assalto potrebbe essere avvenuto non in mattinata ma di notte.

Il giardiniere Lewis ha dichiarato di essersi allontanato dal cottage alle 6.10, dopo che la notte era trascorsa tranquilla. Una indicazione precisa, quasi pignola, che ha insospettito la polizia per tre motivi. È abitudine dei locali indicare l’ora in maniera approssimativa, vaga. Un’altra consuetudine è quella di comunicare tra loro conteggiando le ore partendo dal sorgere del sole, per cui le sei mattino corrispondono all’incirca all’una, le sette alle due e così via. Oltre a questo, gli abitanti della costa sono, per costume, molto mattinieri, si svegliano anche prima dell’alba. Ma dalla testimonianze raccolte risulta che quella mattina nessuno dei residenti del popoloso rione ha notato il giardiniere allontanarsi o gli aggressori che prendevano il largo, si presume imbrattati di sangue. Omertà (racchiusa in una parola, “Situi”, “Non so”) o davvero Lewis ha mentito e l’aggressione ai coniugi cremonesi è avvenuta in un’ora notturna.