Cremona, 18 ottobre 2014 - Lo chiamavano «don Mercedes» o «don Marcinkus». Adesso, dopo i drastici provvedimenti presi dalle autorità ecclesiastiche per una storiaccia di abusi su minori, anche la giustizia ordinaria indaga su don Mauro Inzoli. Il procuratore di Cremona, Roberto di Martino, ha aperto un fascicolo e fatto molto di più. Il capo della Procura cremonese «chiama» direttamente la Santa Sede con una richiesta di rogatoria trasmessa al Vaticano attraverso il ministero della Giustizia. Questo per conoscere cosa abbia accertato l'inchiesta ecclesiastica. A smuovere le acque anche sul fronte giudiziario è stato un esposto presentato alla fine dello scorso giugno alla Procura cremonese da Franco Bordo, deputato di Sel. Don Inzoli, 64 anni, è stato per tre decenni uno dei punti di riferimento di Comunione e Liberazione in Lombardia. Ha fondato il Banco Alimentare e animato la onlus cremasca Fraternità.

La denuncia contro il prete (al vescovo e non all'autorità giudiziaria) sarebbe venuta dal preside di un istituto superiore. Il 12 giugno di quest'anno la Congregazione della Dottrina della Fede ha trasmesso al vescovo di Crema il decreto che infligge a don Mauro una «pena medicinale perpetua». Conserva tecnicamente il suo status di prete. Ma gli abusi sui minori sono stati riconosciuti e sono molte e pesanti le restrizioni da rispettare.