Cremona, 21 settembre 2017 - Lieve sconto di pena per Mauro Inzoli, ex capo di Comunione e Liberazione di Cremona e fondatore del Banco Alimentare, spretato lo scorso maggio. L'uomo oggi si è visto ridurre dalla corte d'appello di Brescia la condanna a 4 anni, 7 mesi e 10 giorni di reclusione contro i 4 anni e 9 mesi che gli erano stati inflitti dal giudice dell'udienza preliminare del tribunale di Cremona.

Inzoli, soprannominato don Mercedes per la sua passione ostentata per le auto di lusso, era accusato di abusi sessuali su cinque minorenni, il più giovane di 12, il più grande di 16. La sentenza è stata pronunciata dalla prima sezione penale presieduta da Enrico Fischetti, nel giorno in cui papa Francesco prometteva che non concederà la grazia ai preti colpevoli di pedofilia nel discorso pronunciato alla Pontificia Commissione per la tutela dei minori. Il Pontefice ha fatto riferimento diretto a Inzoli, di 67 anni, che è stato anche parroco della Santissima Trinità a Crema (Cremona). Gli abusi furono compiuti tra il 2004 e il 2008, con due aggravanti: avere commesso, in un caso, il reato ai danni di un minore di 14 anni, e di avere abusato della propria autorità. Gli abusi si protrassero per anni.

Mentre i legali dell'ex religioso puntavano a un consistente sconto di pena, il sostituto procuratore generale, Cristina Bertotti, ha accolto uno solo dei motivi di appello dei difensori: quello della prescrizione. La corte d'appello di Brescia si è presa sessanta giorni per motivare la sentenza.