Crema, 12 ottobre 2017 - Apre, per il settimo anno consecutivo, il rifugio S. Martino, tetto e letto messi a disposizione dalla diocesi per chi non ha né uno né l’altro. Ma prima di aprire i battenti alle tante persone che ne usufruiranno, data ipotetica il prossimo 11 novembre, giusto S. Martino, i responsabili chiedono una mano.

Si cercano volontari e per questo motivo è stato lanciato un appello e questa sera alle 21 ci sarà una riunione presso il rifugio per contarsi e dividersi i compiti. Il rifugio S. Martino, che è in centro alla città, in via Civerchi al 7, presso gli ex Artigianelli in un edificio che ospita molte attività della diocesi e che risulta in vendita da un paio di anni, conta 24 letti, bagni e docce. Nei due anni precedenti sono stati sufficienti per dare un tetto, una colazione, un pasto caldo e un po’ di solidarietà a tutti coloro che ne hanno fatto richiesta, senza lasciare fuori nessuno. Lo scorso anno la media di presenze è stata di sedici persone per tutto il periodo di apertura, da novembre a marzo. Quest’anno, visto che le condizioni generali non sono mutate, si pensa che le presenze saranno ancora le medesime.

Al rifugio si affacciano non solo stranieri, ma persone in generale che sono in forti difficoltà, vuoi per un matrimonio finito male, un licenziamento, un permesso di soggiorno che tarda ad arrivare e non permette un ingresso nel mondo del lavoro. Tutto questo dà luogo a una spirale sempre più perversa, dove diventano difficili gli atti di tutti i giorni: mangiare, lavarsi, dormire. «La comunità cristiana non può chiudere gli occhi – dicono gli organizzatori – e, seguendo il desiderio del vescovo Cantoni, condiviso dall’attuale, si è data vita a questa iniziativa. Ma abbiamo bisogno di volontari per farla funzionare come si deve».