Crema, 15 luglio 2017 - "Abbiamo trovato qualcosa che potrebbe essere una bomba. Cosa dobbiamo fare?». E’ la domanda che si sono sentiti porre in commissariato a Crema giovedì nel tardo pomeriggio. E qualcuno è saltato dalla sedia, perché dall’altra parte c’erano due pescatori che la bomba ce l’avevano in mano. Letteralmente. Con calma gli agenti hanno detto ai due di depositare l’ordigno usando molta attenzione e delicatezza sull’erba e poi di allontanarsi. Ma di restare in zona e di impedire a chiunque di avvicinarsi fin tanto che non fosse arrivata una pattuglia. Che è stata inviata sul posto velocemente per verificare fino a che punto la notizia fosse vera. Così giovedì poco prima delle 18 due agenti sono stati mandati lungo il fiume Serio, nella località chiamata Palata, salto d’acqua che divide S. Maria da S. Bernardino e che, specie di questa stagione, è molto frequentato dai bagnanti. Lì i poliziotti hanno trovato i due pescatori che hanno raccontato quanto successo. E’ così venuto fuori che i due stavano pescando dentro il fiume, che in questi giorni di caldo è in magra e che si erano portati proprio sotto la cascata, salto artificiale di circa quattro metri. A un certo punto uno dei due nella poca acqua ha scorto qualcosa che ha recuperato. Quando ha visto di che cosa si trattava, un po’ si è spaventato, perché aveva pescato una granata tipo ananas che probabilmente era lì fin dalla seconda guerra mondiale. I due hanno portato la bomba a riva e l’hanno depositata a terra. Quindi hanno avvertito il commissariato. Subito sono state attivate le misure di sicurezza previste in questi casi. La zona è stata chiusa al passaggio e due agenti hanno piantonato la bomba a debita distanza. Da Crema è partita una telefonata alla procura di Cremona che a sua volta ha avvertito il Genio guastatori di Cremona dove si è stabilito di intervenire subito.

Ieri intorno alle 11 due genieri sono arrivati sulle rive del Serio e hanno preso atto della bomba che è stata trovata senza la spoletta, ma che probabilmente era ancora carica e, quindi, in grado di deflagrare con una potenza esplosiva stimata intorno a 150 metri. Tutta la zona è stata fatta sgombrare e tutti i presenti sono stati portati a una distanza di sicurezza. I due militari hanno sistemato del plastico vicino alla bomba e alle 11.14 l’ordigno è stato fatto brillare. Poi tutto è tornato normale, coi bagnanti che hanno potuto riprendere posto sulle rive del fiume.