Antegnate, 16 novembre 2015 - Torna a far discutere ad Antegnate, nella Bassa Bergamasca, l’allevamento di visoni di cascina San Rocco di proprietà di Franco Finetti, l’artigiano residente in paese che da anni, tra proteste, sequestri e ricorsi legali, sta tentando di portare avanti la propria attività. Ad accendere la nuova polemica, la decisione dell’allevatore bergamasco che, in previsione dell’arrivo della stagione fredda, ha presentato richiesta all’Asl di Romano di Lombardia per ottenere l’autorizzazione a macellare gli animali direttamente alla cascina San Rocco. 

Un proposito che ha scatenato la reazione del gruppo “Fronte Animalista”, che ha organizzato per sabato prossimo una manifestazione per ribadire il proprio “no” alla struttura. Dopo anni di battaglie legali, solo la sentenza del Tar, attesa il prossimo febbraio, stabilirà se Finetti potrà proseguire il suo lavoro. Ma gli attivisti non hanno alcuna intenzione di aspettare il responso dei giudici e per questo hanno proclamato la nuova mobilitazione. 

In paese, intanto, si respira un clima di grande tensione: sui guard rail accanto alla casa di Finetti sono comparse nei giorni scorsi alcune scritte intimidatorie e in questura a Bergamo si sta approntando un piano per cercare di far sì che il sit in di sabato prossimo non sfoci in episodi di violenza. Davanti alla cascina San Rocco, infatti, sono attese, al grido di “Visoni liberi, Finetti in gabbia”, centinaia di persone aderenti al “Fronte Animalista”, provenienti da tutto il Nord Italia. 

Quella del 21 novembre sarà l’ultima di una lunga serie di manifestazioni che da oltre due anni gli animalisti portano avanti per difendere gli animali: lo scorso mese di maggio, per fare un esempio, si è tenuto un presidio di tre giorni per protestare contro il dissequestro della struttura, mentre a febbraio c’era stata un’iniziativa molto coreografica, con la realizzazione del profilo di un visone sulla neve davanti alla cascina di proprietà di Finetti, ripreso dall’alto con un drone. Gli attivisti del “Fronte Animalista”, quest’estate erano stati i protagonisti di una rissa ingaggiata contro i cacciatori a Pontida, in occasione di una manifestazione contro i richiami vivi. Gli animalisti, presenti in forze, denunciarono di essere stati aggrediti dalle doppiette e spiegarono di essere stati costretti a difendersi per non soccombere.