Palosco, 12 settembre 2017 - Il colpo di pistola, sparato da distanza con una 380, lo ha raggiunto tra spalla e cuore. Trasportato d’urgenza al Papa Giovanni XXIIII di Bergamo, Singh Amandeep, 22 anni, di origine indiane, residente a Palosco (frazione Bettolino) in via Spampatti, al civico 32, è morto dopo il ricovero. All’origine dell’omicidio, che si è consumato domenica sera dopo le 22, una lite tra clan, forse per una questioni di soldi, pare un prestito da parte della vittima, come hanno raccontato i familiari, elemento al vaglio degli inquirenti. Il 6 agosto le due fazioni si erano rese protagoniste di una rissa in un negozio di alimentari di via Papa Giovanni XXIII, una via parallela a quella dove abitava la vittima. In quell’occasione erano state coinvolte una ventina di persone.

I carabinieri della compagnia di Treviglio e i colleghi del nucleo investigativo di Bergamo, impegnati nelle indagini coordinate dal pm Emanuele Marchisio, stanno stringendo il cerchio. Al momento ci sono quattro indagati in concorso per omicidio (due di loro, però, al momento sono irreperibili). Pare che il ventiduenne prima di morire abbia fatto il nome di un connazionale, forse quello che ha sparato. Una circostanza ancora da approfondire. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, domenica intorno alle 22 tre-quattro auto (le versioni sono contrastanti) hanno parcheggiato fuori dall’abitazione della vittima, un appartamento in villa. Dalle vetture sarebbero scese una decina di persone che avrebbero insultato Amandeep dalla strada. Il ragazzo avrebbe risposto agli insulti lanciando dal balcone dei sassi ornamentali per cercare di mandare via gli aggressori. Poi avrebbe invitato i familiari a rientrare.

A quel punto uno degli aggressori ha fatto esplodere un colpo di pistola, come hanno raccontato i vicini, che allarmati, hanno chiamato i carabinieri. Il proiettile ha raggiunto Singh alla spalla, a pochi centimetri dal cuore. Colpo che ha provocato la perdita di conoscenza e, successivamente, la morte del ragazzo in ospedale. Il ferito sarebbe riuscito a rientrare in casa e a chiamare i soccorsi mentre il mezzo con a bordo il suo assassino si allontanava. L’ambulanza del 118 è arrivata sul posto dell’agguato poco dopo, il ragazzo è arrivato in ospedale ancora vivo seppure in gravissime condizioni ma alle 2 del mattino è morto. La vittima viveva con madre, padre, fratello e sorella. Da circa un anno e mezzo lavorava come dipendente all’Italtrans di Calcio. In precedenza aveva prestato servizio anche per l’azienda di trasporti Bartolini.