Trescore Balneario (Bergamo), 11 gennaio 2018 - La situazione stava prendendo una piega pericolosa. E a convincere i carabinieri della stazione di Trescore Balneario e quelli del del Nucleo operativo radiomobile di Bergamo che non si poteva attendere oltre è stato il soprannome “Pinco”, già noto alle forze dell’ordine.

Già perché che dietro quel nomignolo in realtà si cela tal Pasquale Bul, 43 anni, di etnia rom, con una sfilza di precedenti, residente in un campo nomadi di Trescore Balneario. Ora è finito in manette per estorsione. Negli ultimi quattro mesi aveva minacciato di morte un ex imprenditore di Trescore Balneario che si era rivolto a Bul per un prestito di 2mila euro chiesto nel settembre del 2017. Prestito da restituite con interessi pari al 75%. Un tasso che la vittima aveva ritenuto eccessivo. Non è ancora chiaro come mai la vittima avesse deciso di rivolgersi al nomade. Il quale, incurante delle rimostranze, aveva continuato a fare pressioni affinché fosse saldato il debito. Intanto le richieste dell’aguzzino erano già salite a oltre 25mila euro. Terrorizzato dalle pesanti minacce di morte dirette a lui a tutta la sua famiglia, qualche giorno fa l’imprenditore si è presentato dai carabinieri per sporgere denuncia. Dati i precedenti specifici del 43enne, tra cui anche detenzione di armi e altri episodi di estorsione, gli investigatori hanno rotto gli indugi e sono passati all’azione per evitare che la situazione degenerasse. Assieme alla vittima è stata organizzata la trappola per incastrare l’estorsore.

E per questo è stato organizzato un appuntamento tra l’imprenditore e il rom per martedì pomeriggio. Luogo dell’incontro, piazzale Pertini, a Trescore Balneario. Al momento del passaggio della busta con il denaro pattuito, i militari che erano appostati nelle vicinanze sono spuntati all’improvviso. E così invece di ricevere la somma prestata e relativi interessi, Bul si è visto mettere le manette ai polsi dai carabinieri che lo hanno arrestato in flagranza di reato per estorsione. Il passo successivo è stato il suo trasferimento nel carcere a Bergamo, dove si trova in attesa della convalida da parte del giudice delle indagini preliminari. I militari non escludono che il 43enne possa vantare altri crediti, da riscuotere secondo le stesse modalità. L’invito è sempre quello di denunciare.