Corsico (Milano), 8 febbraio 2016 - Gli assessori della giunta di centrodestra ci hanno impiegato meno di tre minuti: hanno letto un documento e riconsegnato in mano al sindaco Filippo Errante le deleghe. Tutti, tranne il neo nominato vice sindaco Silvia Scurati (Lega Nord): non c’era il suo nome tra le firme del documento che l’assessore Paola Migliavacca (Corsico Vivere) ha letto in aula durante il consiglio comunale di ieri sera, parlando di «atto di responsabilità».

È il traumatico ma atteso epilogo dello scandalo per il festival del stocco, l’evento promosso da un parente di un boss della ndrangheta e patrocinato lo scorso autunno dal Comune di Corsico, prima dell’annullamento dell’iniziativa e del recente intervento della commissione parlamentare antimafia che ha chiesto misure forti al sindaco. «La realtà è stata distorta - ha detto Migliavacca - Siamo certi che nessuna norma è stata violata, la procedura della concessione del patrocinio spetta al personale amministrativo e non agli assessori». In più, «è chiara la strumentalizzazione politica: la commissione non ha portato alcuna indagine o inchiesta giudiziaria. L’attività amministrativa deve continuare».

Il sindaco  ha ringraziato gli assessori, precisando che «riconsegnare le deleghe non significa essere dimessi. Ora bisognerà attivarsi coi partiti di maggioranza affinché Corsico riacquisisca lo slancio necessario per rispondere ai bisogni dei cittadini. Si è perso anche troppo tempo. Ribadisco che gli assessori sono persone per bene che hanno lavorato in modo straordinario». Un assist, lo ha definito il primo cittadino, perché «già da tempo avevo maturato l’idea di un rimpasto». Errante e Scurati: si ricomincia da due, anche se le dimissioni degli assessori non sono ancora ufficialmente protocollate. Non è escluso che il sindaco possa pensare a una riassegnazione delle deleghe per alcuni assessori e all’uscita di altri, ma bisognerà aspettare le prossime ore per capire l’assetto della nuova squadra. Assente per motivi familiari l’assessore Maurizio Mannino (Forza Italia), era presente invece Giacomo Di Capua (Lega Nord) che ha sottolineato di «aver ricevuto il documento solo alle 21.02 e di aver firmato le dimissioni già lunedì». E a richiesta da parte del consigliere di opposizione Roberto Masiero di chiarire «questa grande fuga», ha risposto che «non lo ho fatto per colpevolezza ma per togliere il disturbo, visto che in commissione parlamentare antimafia hanno incoraggiato a cacciare i due assessori». Mannino, invece, si è sempre dichiarato estraneo alle procedure di autorizzazione per il contestato patrocinio.