La cittadina Manuela Valentino mostra le polveri attaccate alla calamita recuperate sul balcone della sua abitazione
La cittadina Manuela Valentino mostra le polveri attaccate alla calamita recuperate sul balcone della sua abitazione

Trezzano sul Naviglio (Milano), 14 marzo 2019 - Dopo gli esposti dei cittadini sull’anomala presenza di "polveri ferrose" sui davanzali delle finestre, proseguono i controlli di Arpa sulle attività produttive che hanno sede al quartiere Marchesina.

Un’altra azienda, infatti, è finita sotto la lente d’ingrandimento dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente: in questo caso Arpa e di conseguenza il Comune che con un’ordinanza ha recepito le prescrizioni dell’agenzia, hanno evidenziato piccole problematiche non legate alle emissioni, ma prevalentemente burocratiche. Intanto si attendono gli esiti dei controlli in aziende più dimensionate e con lavorazioni particolari che, in questo quartiere ai piedi della tangenziale, hanno sede. "Stiamo lavorando seriamente - dichiara il sindaco Fabio Bottero - e ci conforta, da una parte, la presenza di Arpa sul territorio per controlli puntuali sulle aziende che fino ad ora dimostrano grande disponibilità e collaborazione. In relazione alle polveri restiamo del parere sia necessario che gli Enti competenti avviino con urgenza analisi puntuali e una campagna ambientale, anche per verificare se si tratti di un fenomeno di inquinamento ambientale e se ci siano pericoli per la salute dei nostri cittadini".

Cosa contengono le polveri? Sono pericolose per i cittadini? Sono questi gli interrogativi a cui i prossimi controlli dovranno dare risposta. Infatti, ad oggi, non è ancora accertato se queste presenze sospette possano avere conseguenze sulla salute pubblica. Le analisi effettuate fino ad ora, quelle del comune e quelle promosse autotassandosi dal comitato cittadino Marchesina e Controcorrente, hanno «fissato» è questo il nome tecnico usato per identificare i materiali riscontrati, elementi differenti. In una sono state evidenziate sferule ferrose e tracce di amianto, nelle altre materiali come bario, piombo, nichel, rame, stagno, molibdeno, vanadio e idrocarburi della categoria C10 e C40. "Intanto oggi incontrerò il Comitato Marchesina per confrontare i risultati delle analisi insieme ai professionisti che se ne sono occupati in modo da avere un quadro sempre più chiaro al fine poi di dare una comunicazione completa alla comunità già dal primo Consiglio utile: abbiamo tutti l’obiettivo di tutelare la salute; diventa fondamentale capire perché negli ultimi mesi si siano verificate queste concentrazioni di polveri, la collaborazione è fondamentale".

"Riteniamo corretto equiparare i risultati per non incorrere in errate interpretazioni che possano far insorgere allarmismi o prestarsi a strumentalizzazioni di sorta - ha detto Maria Cristina D’Alessandro, presidente del comitato Marchesina - mai come in questa occasione dobbiamo lavorare tutti in un’unica direzione e con l’unico intento di salvaguardare la salute dei cittadini. Ci piacerebbe, però, che l’Amministrazione chiedesse anche ai comuni vicini la stessa indagine per verificare se si tratta di una situazione di inquinamento locale o meno".