San Donato (Milano), 26 agosto 2018 - Cinquanta tonnellate di rifiuti gettati illegalmente sulla Paullese e raccolti ogni anno dai cantonieri e dagli operatori ecologici. La ex statale 415 è la strada dell’hinterland milanese più colpita dall’abbandono abusivo di pattume, che periodicamente viene scaricato nelle piazzole di emergenza e lungo le carreggiate della strada. A stabilirlo sono le stime raccolte dalla Città Metropolitana che, dati alla mano, mostrano una recrudescenza del fenomeno nella zona del Sud Est. "La Paullese è la strada dove, tra quelle di nostra competenza, in assoluto vengono scaricati più rifiuti. I disagi lamentati dai cittadini sono reali, spesso le piazzole diventano vere e proprie discariche a cielo aperto", spiegano dalla Città Metropolitana, l’ente sovracomunale che gestisce una rete di strade di circa 700 chilometri, divisi su 134 Comuni.

"I rifiuti si accumulano non per inerzia o disattenzione da parte dei nostri operatori – continuano dagli uffici di Palazzo Isimbardi –. È un problema di carattere culturale e lo dimostra il fatto che, dopo ogni intervento di pulizia, vengono scaricati altri rifiuti. Bastano pochi giorni e il problema riaffiora». A volte i sacchetti con i rifiuti domestici vengono lanciati direttamente dalle auto in corsa, altre volte si tratta di oggetti voluminosi – come materassi, vecchi mobili, elettrodomestici e calcinacci – scaricati dai camioncini di notte o nelle ore in cui i flussi di traffico sono in calo. "I nostri cantonieri si occupano quotidianamente della manutenzione – proseguono – e, mentre sono sul posto, raccolgono i rifiuti più piccoli che trovano sulle piazzole. Li caricano sui camioncini e li portano nelle discariche comunali convenzionate. Quando i rifiuti sono troppi e ci sono anche oggetti ingombranti, intervengono le aziende appaltatrici del servizio. In questo caso, però,le procedure burocratiche sono più lunghe e la pulizia meno tempestiva".

I dati sono impressionanti. "L’azienda che si occupa della pulizia e dello smaltimento dei rifiuti sulla Paullese – entrano nel dettaglio dagli uffici – effettuata tra i 3 e i 4 interventi all’anno e, ogni volta, raccoglie mediamente 12 tonnellate di rifiuti. A conti fatti, sono circa 40 tonnellate l’anno di ingombranti, a cui bisogna aggiungere almeno una decina di tonnellate raccolte quotidianamente dai nostri cantonieri». Le zone più colpite sono le rampe di accesso, le piazzole di emergenza e le aree isolate. «Ai nostri uffici arrivano valanghe di segnalazioni da parte dei cantonieri, dai Comuni e dai cittadini. E ogni volta, vengono attivate le procedure per ripulire le discariche illegali», confermano dall’Ente.

Un piano di azione per stroncare il fenomeno . «È allo studio un progetto per l’installazione di telecamere nei punti più a rischio – annunciano dalla Città Metropolitana –, ma è un intervento costoso e non risolutivo. È difficile stanare i responsabili solo con la videosorveglianza: la strada è molto lunga ed è difficile da monitorare». Basta rompere una telecamera o spostarsi di pochi metri per farla franca. È importante, quindi, agire anche sul fronte della prevenzione. «Stiamo collaborando con i sindaci per avviare un percorso di prevenzione nelle scuole e con i cittadini – fanno sapere dall’Ente –: l’abitudine ad abbandonare i rifiuti è trasversale a tutte le fasce sociali, spesso ci sono professionisti e persone socialmente elevate che non rispettano le regole».