Corsico (Milano), 8 marzo 2018 - Un palo per fissare la catenella e impedire ai motorini di sfrecciare davanti alla scuola elementare Curiel: così i “toc toc” hanno messo in sicurezza l’ingresso dell’edificio, nel cuore del quartiere. Chi ha rinunciato a qualche caffè, chi a una pizza e chi, ancora, a una serata di divertimento con gli amici: in questo modo i ragazzi dell’associazione, nata per creare aggregazione tra i giovani del popoloso quartiere Lavagna, allontanandoli dalla strada e dalla noia, si sono autotassati e, con l’aiuto e il buon cuore di qualche altro cittadino, hanno racimolato i soldi necessari all’acquisto di un paletto in ferro da sistemare all’ingresso della stradina che, da via Marzabotto, conduce alla scuola Curiel.

Sradicato qualche anno fa, probabilmente perché ammalorato, il nuovo elemento servirà per reggere la catena che delimiterà la stradina che costeggia i palazzoni Aler, bloccandone il passaggio dei mezzi a motore. "Questo tratto di strada è molto pericoloso - spiegano i cittadini - lo utilizzano i bambini per recarsi a scuola e, da quando non ci sono più le delimitazioni, da motorini che ci sfrecciano a qualsiasi ora del giorno. In più occasioni, soprattutto in inverno, quando a causa del buio o della nebbia la visibilità è limitata, si sono sfiorati incidenti".

L’operazione di posizionamento del paletto, dopo diversi rinvii a causa del maltempo, finalmente è stata realizzata. Ieri bambini, ragazzi e anziani del territorio, con nelle braccia il mestiere del muratore, hanno collaborato tutti insieme nella realizzazione dell’opera. "È stato bello vedere come diverse generazioni si sono adoperate per il bene della comunità, come hanno lavorato insieme per riqualificare e ridare dignità a questo quartiere, che ha tante criticità - spiega Saro Mascari, fondatore dell’associazione “Toc toc.. ci siamo anche noi” -. La curiosità dei più giovani si è fusa con l’esperienza dei più anziani ed è stato proprio un momento molto costruttivo". Prima di intervenire, i ragazzi hanno voluto ricordare con un momento di silenzio Mohamed, il giovane residente in quartiere che, la scorsa settimana, si è tolto tragicamente la vita. "Questa esperienza - prosegue Mascari - ha dimostrato come diverse generazioni possano benissimo convivere tra loro. Guardando e affrontando il problema da diversi punti di vista, hanno lavorato insieme per risolverlo. È stata un’esperienza positiva e che vorremmo ripetere nel quartiere. Magari nella gestione del parco Cabassina che, da polmone verde e fiore all’occhiello del quartiere, è diventata oggi terra di nessuno. Gli anziani potrebbero essere un’ottima spalla nel nostro progetto di recupero del parco".