I familiari degli anziani sono disperati
I familiari degli anziani sono disperati

Mediglia (Milano), 19 marzo 2020 - Coronavirus, nella casa di riposo di Mombretto è strage. Sono 44 i decessi che si sono verificati in queste ultime settimane, da quando alla fine di febbraio erano emersi i primi casi di infezione. Quasi un terzo del numero totale dei posti letto della struttura, che ammontano a 150. Ad annunciarlo ufficialmente è il sindaco Paolo Bianchi, in prima linea nel tentativo di dipanare la guerra dei numeri che aveva tenuto sotto scacco i parenti degli anziani ricoverati. Che la situazione fosse drammatica era già palese a tutti da settimane. "Non hanno voluto darci i numeri ufficiali – lamentava Cinzia Bisoni, la cui mamma è ricoverata nella struttura – ma fra noi familiari ci parliamo e vediamo cosa sta accadendo, dai fatti di cui siamo stati testimoni in prima persona all’andirivieni di carri funebri che fa presagire una situazione ormai fuori controllo. Pare un lazzaretto. Io posso vedere mia madre solo da dietro la finestra della stanza in cui è ricoverata al primo piano. Dalla strada la saluto e cerco di farle coraggio. Sono disperata".

Le prime notizie ufficiali sul focolaio di coronavirus erano trapelate la scorsa settimana, quando il sindaco Bianchi in un comunicato aveva condiviso le dichiarazioni rilasciate dalla direzione sanitaria della struttura. Le notizie riportate avevano però avuto l’effetto di preoccupare ulteriormente i parenti degli anziani ricoverati, dato che i numeri risultavano molto sottostimati rispetto alla realtà. Impossibile avere dati più precisi: sia i responsabili della struttura che quelli di Ats e Regione Lombardia si erano trincerati dietro a un impenetrabile muro di silenzio. "Una situazione che ha toccato persino alcuni miei collaboratori – le parole del sindaco – ma su cui non ho giurisdizione essendo la clinica una struttura privata. Ho scritto ad Ats chiedendo un’ispezione urgente per verificare se tutte le procedure sono state seguite alla lettera e mi sono messo in contatto con la Prefettura per chiedere aggiornamenti più rapidi. Sto facendo tutto quello che la legge mi consente".

Dopo giorni di silenzio, in una lettera datata 16 marzo, la direzione sanitaria della Rsa aveva finalmente rilasciato ulteriori informazioni, anche se vecchie di giorni: il 7 marzo erano stati eseguiti 43 tamponi, di cui 7 sugli operatori socio-sanitari, tutti risultati positivi. Numeri che lasciavano sconcertati in quanto discordanti da quelli del bollettino ufficiale del 14 marzo, che riportava in tutta Mediglia un totale di 38 casi e 5 decessi. Ieri in tarda serata i dati ufficiali sono calati come una mannaia, lasciando la cittadinanza nella più totale angoscia.

Emergenza nell’emergenza, la gestione delle risorse disponibili. "Come è noto – fa sapere la direzione della casa di riposo – su tutto il territorio nazionale è presente una cronica mancanza di presidi di sicurezza, guanti e mascherine in primis. Si vuole per questo coinvolgere le molte organizzazioni del territorio chiedendo che in questo momento di massima difficoltà vengano incontro alle esigenze della nostra struttura condividendo le scorte disponibili".