DOMANDA

Mia nipote in prima media sta leggendo Pinocchio. Sono contenta, credo sia un libro ancora oggi di qualità. L’abbiamo letto tutti in famiglia e mi fa piacere che, dopo mezzo secolo, a scuola si usino sempre gli stessi libri. Lei cosa ne pensa? Silvia, Como

RISPOSTA

Ci sono libri che da cinquant’anni sono nelle cartelle dei ragazzi italiani. A me non dispiace, alcuni testi passano di mano in mano da padre a figlio perché i loro contenuti non invecchiano mai. Sono diventati dei classici, per esempio Pinocchio o La fabbrica di cioccolato. Altri sono usati per la didattica, perché presentano descrizioni da manuale e tipici esercizi su cui formare le nuove generazioni: è il caso del Piccolo Principe, dei romanzi di Calvino, de Il Fu Mattia Pascal. Ma il mondo cambia e le letture non possono rimanere solo quelle del passato. È bene che ogni docente si aggiorni costantemente, perché ci sono nuovi autori capaci di spiegare il presente, la sua narrazione, la sua modalità di espressione. Ad esempio, in questi anni il filone dello straniero e del migrante si è molto sviluppato ed è un tema in grado di fare pensare e di stimolare discussioni, affermandosi come nuova letteratura per ragazzi.

La sfida per l’insegnante è trovare nuovi argomenti e nuovi libri che stimolino la curiosità dei bambini e degli adolescenti facendo in modo che il libro diventi un compagno di strada, uno strumento di appoggio, un invito alla riflessione e non un nemico, un avversario, un peso. La migliore strategia secondo me è alternare un testo classico, o utile per imparare alcune tecniche specifiche, a un testo attuale per intercettare un gusto generazionale e farne scaturire una discussione. Come fruire dei libri? in classe, leggendo e commentando insieme, scambiando opinioni fra studenti e portandole al docente. E in casa, luogo dove il dibattito con genitori, nonni, fratelli e amici non deve essere orientato solo da internet, televisione, cinema e sport. Alla lettura va riconosciuto ruolo e valore senza tempo, al di sopra e oltre ogni cambiamento generazionale.