Michela Vittoria Brambilla, presidente della Commissione bicamerale per l'Infanzia e l'Adolescenza
Michela Vittoria Brambilla, presidente della Commissione bicamerale per l'Infanzia e l'Adolescenza

Milano, 6 novembre 2015 - Il fenomeno del bullismo è sempre più frequente tra i giovani. Ma con il continuo evolversi delle nuove tecnologie, gli adolecsentid evono fare molta attenzione anche al cyberbullismo che, come ha detto oggi  l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, "meriterebbe di essere un reato autonomo”. L'onorevole ha paretcipato alla presentazione del protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR) e l’Azienda ospedaliera Fatebenefratelli per la creazione del “Centro per la prevenzione e il contrasto al cyberbullismo e ai fenomeni illegali della rete".

”Le ricerche – ricorda l’ex ministro - ci dicono che il 15% dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni é vittima di bullismo, spesso nelle sua forma cyber. É un fenomeno di cui si parla ancora troppo poco e spesso sconosciuto agli stessi genitori. Anche per questo è necessario che i medici specialisti dell’età evolutiva prestino la dovuta attenzione alle forme nuove e diverse in cui si manifesta il disagio giovanile e  ai sempre più frequenti abusi dei mezzi di comunicazione digitali. Il Parlamento – prosegue -  è impegnato nell’elaborazione di nuove norme di contrasto al fenomeno del cyberbullismo e di altre illegalità commesse sulla rete. Io stessa ho presentato una proposta di legge in materia, che è stata abbinata a quelle di altri colleghi deputati e al testo già approvato dal Senato. Tutti concordiamo sull’esigenza  di colmare un vuoto giuridico (nel nostro ordinamento non esiste una disciplina ad hoc), di definire con la massima precisione la fattispecie, di prevedere efficaci strumenti di informazione e di prevenzione. Personalmente ritengo che quello del cyberbullismo meriterebbe di essere un reato autonomo, una scelta non diversa da quella che si è fatta quando si è stabilito di introdurre nell'ordinamento italiano il delitto di tortura, che fa riferimento anch’esso sul piano della condotta a diverse fattispecie penali già contemplate nel codice”.

La presidente ha espresso inoltre, pieno sostegno all’iniziativa presentata dall’azienda ospedaliera milanese. “Che un centro per la prevenzione e il contrasto al cyberbullismo nasca in un’azienda sanitaria, tra l’altro di importanza nazionale come il Fatebenefratelli su impulso dell'ottimo prof. Luca  Bernardo – commenta l’on. Brambilla - è il segno di una compiuta presa di coscienza della natura e della gravità del problema. Le ferite aperte o rivelate dal bullismo, nella sua versione convenzionale o digitale, sono ferite che hanno bisogno, se non sempre, quantomeno nei casi più gravi, dell’intervento del medico, del terapeuta, dello specialista. Ed è un bene che una grande struttura pubblica si collochi all’avanguardia in questa battaglia, sia dal punto di vista delle prestazioni che nella prospettiva, fondamentale, della formazione degli operatori”. 

 Nel corso del suo intervento, il Prof. Luca Bernardo, direttore del Dipartimento Materno Infantile dell'Ospedale Fatebenefratelli, ha affermato: “Vivendo la comunità dei ragazzi e delle famiglie con loro la fragilità, le difficoltà, i pericoli di ogni giorno, perseguiamo sempre con maggiore attenzione il contrasto all'aggressione. Un’aggressione che può arrivare da un mondo di pari che utilizza internet senza la dovuta consapevolezza e finisce col creare delle vittime”.