Polizia davanti all'ospedale Bassini (Spf)
Polizia davanti all'ospedale Bassini (Spf)

Cinisello Balsamo, 11 luglio 2018 - «Abbiamo tanta paura. Dobbiamo aspettare l’irreparabile prima di un reale cambiamento?». Lo sfogo arriva da Giuseppe Musumeci, da 12 anni infermiere all’ospedale Bassini e sindacalista Nursing Up. Lunedì mattina, alle 6.30, era di turno quando due giovani, di origini marocchine, hanno aggredito un medico, tre infermieri e un operatore socio-sanitario. Musumeci oggi sarebbe dovuto rientrare per coprire in organico una collega infortunata. Invece, sarà a casa: dall’aggressione è stato infatti dimesso con una prognosi di 7 giorni. «È stato sottovaluto un problema concreto, che abbiamo segnalato già da anni come sigla, come Rsu, come lavoratori. È un problema che riguarda tutti i pronto soccorso in Italia, per carità. Ma in altri ospedali sono state prese misure efficaci».

Al Bassini, a un certo punto, sembrava che la situazione fosse arrivata a una svolta. «Siamo riusciti ad avere una guardia giurata. Ci sentivamo più al sicuro. Purtroppo il presidio è durato solo da gennaio al 31 maggio. Ora la stessa guardia presta servizio al pronto soccorso solo tre ore, dalle 3 alle 6 del mattino». Il Nursing Up, come la Fials, chiede una sorveglianza 24 ore su 24. «Il nostro personale ha bisogno di una presenza professionale continuativa per tutto il giorno, anche perché il posto di polizia interno al nosocomio non sempre è presidiato». Quello di lunedì non è stato l’unico episodio che ha preso di mira i dipendenti che lavorano in pronto soccorso. «Ci sono state diverse situazioni incresciose che si sono verificate. Già l’anno scorso avevamo trasmesso una diffida all’assessorato regionale alla Sanità, e a settembre avevamo protocollato un altro documento. È ora di dire basta alla violenza sugli infermieri. A Sesto San Giovanni i colleghi sono nella stessa situazione». Diverse le criticità, che però al Bassini aumentano visto l’accesso continuo consentito nell’area del pronto soccorso, mentre a Sesto si entra soltanto dopo aver suonato allo sportello.

«Siamo acciaccati, ma soprattutto arrabbiati. Queste due persone ci hanno insultato, ci hanno minacciato di morte, prima dell’aggressione. Sono andati avanti più di 20 minuti, a più riprese. Il nostro datore lavoro ci deve tutelare». Per questo motivo, i sindacati hanno chiesto e ottenuto per il 16 luglio un incontro urgente con i vertici dell’Asst Nord Milano per discutere di questi nodi rimasti irrisolti da tempo. «Vogliamo risposte concrete e non altre promesse. Vogliamo anche sensibilizzare l’opinione pubblica, perché oggi ci sono 4 persone in meno su una dotazione organica già carente in ospedale. Senza contare che un “oss”, alla sua prima esperienza, non vuole più venire a lavorare in pronto soccorso. Abbiamo bisogno di sicurezza».