Sesto San Giovanni (Milano), 9 marzo 2018 - Il suo nome significa "saggezza" e ancor prima di venire alla luce, Sofia ha saputo dimostrare tutta quella di cui poteva essere capace. Perché fin da subito, è stata in grado di fare tutto da sola, cavandosela egregiamente. La sua storia non è certo iniziata nel modo più canonico, ed è una storia fatta di sorprese, colpi di scena e soprattutto di tanta solidarietà. Sofia è nata lo scorso 5 marzo, alle 22.15 di un freddo lunedì sera. C’è chi nasce in un letto di ospedale, chi decide di sperimentare il parto in acqua. Sofia no. Aveva troppa fretta e non ci ha pensato due volte: lei è nata su una panchina di Sesto. Il termine sarebbe dovuto essere il 24 febbraio, ma è andato per le lunghe. "Come il fratello, è andata ben oltre - racconta Anna, la sua mamma -. Perciò mi sono sottoposta a diversi controlli, ma era tutto nella norma. Quella stessa mattina ero stata all’ospedale di Sesto e avevo soltanto qualche lieve contrazione, perciò avevamo fissato il parto per il giorno successivo".

Anna è tornata a casa, ha trascorso una giornata tranquilla, la sera si è infilata il pigiama e si è addormentata. Poco dopo, si è svegliata di colpo e ha capito che stava per succedere qualcosa. È balzata giù dal letto e si è catapultata fuori dall’appartamento per correre in ospedale, insieme a suo marito Giuseppe. Una volta scesi sotto casa, i coniugi si sono resi conto che non avrebbero fatto in tempo ad arrivare in ospedale: le contrazioni aumentavano e le acque si erano già rotte. Giuseppe ha contattato il 118 e i paramedici sono riusciti subito a rassicurare la coppia, consigliando ad Anna di sdraiarsi, in attesa dell’ambulanza.

Così Anna si è stesa su quella panchina, all’angolo tra viale Matteotti e via Podgora. E proprio lì è avvenuto il parto, nel giro di pochi minuti. Fortunatamente non era da sola. Oltre a suo marito, due vicini di casa sono intervenuti. "Luca e Matteo sono stati fondamentali e mi hanno aiutato a far nascere Sofia". Poi sono arrivati i soccorsi e l’ambulanza ha trasportato la mamma e la piccola all’ospedale di Sesto, entrambe in ottima salute. Anna, mentre lo racconta, stringe Sofia tra le braccia. Ma senza mai agitarsi, perché il suo sangue freddo non l’ha mai tradita. "Tutti ormai ci conoscono e Sofia è diventata “la bimba della panchina”.