Le scuderie di Villa Arconati
Le scuderie di Villa Arconati

Bollate (Milano), 5 luglio 2018 - Le scuderie di Villa Arconati nel segno di Leonardo da Vinci. Si avviano gli studi che potrebbero dimostrare che sono state realizzate sul modello delle scuderie perfette del grande genio. Era l’estate scorsa quando madame Laguiche, una visitatrice francese della piccola Versailles di Milano, spinse i curatori di Fondazione Augusto Rancilio (dal 1983 impegnata nella tutela e promozione della villa) a cercare con metodi scientifici le tracce del genio di Vinci. Più tardi trasmise alla Fondazione il foglio leonardesco custodito alla Biblioteca di Francia. Metro alla mano, l’equipe di Villa Arconati-Far ha fatto alcune misurazioni e trovato le prime conferme. Tutte ancora da verificare. "Madame Laguiche ha delle scuderie molto simili alle nostre in Francia che sta restaurando, da qui la sua ricerca sulle scuderie italiane che l’ha condotta a individuare quelle di Villa Arconati e quelle di Vigevano", spiega Sonia Corain, responsabile della Gestione culturale di Villa Arconati-Far. Una copia del foglio di Leonardo è esposta ora nelle scuderie di Villa Arconati in attesa che arrivino conferme, sotto c’è la trascrizione del lavoro realizzata da una equipe di storici locali. La parte bassa delle scuderie pare corrispondere con uno scarto di pochi centimetri in alcuni parti, per esempio nelle mangiatoie che risultano più basse rispetto al modello di Leonardo, ma questo potrebbe essere dovuto alla presenza di finestre che non sono invece indicate nei fogli leonardeschi.

"Ma la distanza dalle colonne, quindi la distanza tra i cavalli, la distanza tra le tre porzioni in cui è divisa la scuderia e le proporzioni sulla lunghezza e l’altezza corrispondono appieno - prosegue Corain -. Anche la parte alta della scuderia non corrisponde completamente dato che qui sopra c’era la bachicultura. Quindi alcune parti di muretti divisori della scuderia sono state probabilmente abbattute e modificate per questo". Un’altra conferma arriva invece dalla presenza del sistema di caduta del fieno laterale. La Soprintendenza ai Beni Culturali che a Villa Arconati segue i lavori di restauro è più che mai interessata alla scoperta, così la Biblioteca Ambrosiana che custodisce dal 1963 il Codice Atlantico di Leonardo che fu donato proprio da Galeazzo Arconati e così anche l’assessore regionale alla Cultura Stefano Bruno Galli. Tracce del genio sarebbero state individuate anche nel sistema che regola le fontane dei giardini di Villa Arconati, un’opera di ingegneria idraulica d’avanguardia che probabilmente Galeazzo Arconati riprese sempre dagli studi di Vinci. "In vista dell’anno leonardesco del 2019 ci auguriamo che si riesca a risolvere scientificamente l’enigma - conclude Corain -. Il foglio delle scuderie perfette è praticamente sconosciuto, la speranza è che l’attenzione su Villa Arconati possa dare nuova luce a questo progetto leonardesco".