Un frame dal video dei carabinieri
Un frame dal video dei carabinieri

Pero (Milano), 30 novembre 2018 - Giovanni (nome di fantasia) ha due anni e mezzo e non sa ancora parlare bene. È uno di quei bambini, spintonati e afferrati con forza dal maestro, che appaiono nel video girato dalle telecamere nascoste in una scuola dell’infanzia di Pero. È il più piccolo della classe e nemmeno lui è stato risparmiato dai maltrattamenti dell’insegnante. Sposato, 64 anni, 5 figli, il maestro dai metodi violenti da ieri è ai domiciliari, dopo l’arresto eseguito dai carabinieri della tenenza di Pero. Sotto choc e infuriati i genitori presenti davanti all’istituto. «Quando ho visto il video dei maltrattamenti - racconta la mamma del bimbo - sono rimasta a bocca aperta. Fra quei bambini c’era il mio. Strattonato e con i calzoni abbassati. Come si può picchiare un bambino di due anni e mezzo che non sa nemmeno parlare». Nessuno sapeva? «A scuola hanno tutti la bocca chiusa, ma chi ha la coscienza pulita deve dire qualcosa. Le telecamere dovrebbero essere messe in tutte le aule», aggiunge la donna.

«Siamo sconvolti», dicono altri genitori mentre aspettano la campanella, svelando che già in passato c’erano state rimostranze contro quel maestro: «Possibile che nessuno sentisse le urla di questi bambini? Anche mio figlio di 5 anni si lamentava e non voleva più andare a scuola». Attimi di tensione quando una collaboratrice scolastica è uscita per un confronto con mamme e papà: «Ridateci i nostri bambini e basta - hanno urlato in tanti -, non ci crediamo che qui nessuno si fosse accorto di nulla». Le indagini sono partite dalla denuncia di un genitore di un bambino di tre anni e mezzo: lo scorso luglio era rientrato da scuola con forti dolori al braccio, una frattura, e da qui sono scattati i controlli dei carabinieri. Sono ben 42 gli episodi violenti registrati durante l’indagine durata circa un mese. Bambini tra i 2 e i 5 anni sollevati di peso dai lettini, afferrati e strattonati per un braccio, per una gamba. E poi spintonati, sgridati, mortificati, presi a calci, puniti con sberle. Ci sono i pianti dei bambini e le urla del maestro nei video girati dalle telecamere nascoste. La scuola nel frattempo funziona regolarmente, ma alcuni genitori sono subito arrivati a riprendersi i bambini: «Molti di noi stanno valutando se continuare a portarli qui o fargli cambiare scuola - hanno detto alcune mamme - domani (oggi, ndr) sicuramente li terremo a casa».

Esce prima ad esempio Luigi (altro nome di fantasia), c’è anche lui nel video dei carabinieri. Luigi è un bambino che canta con la voce troppo alta e non sta mai fermo, il maestro era abituato a sgridarlo prendendolo per le orecchie. Le tirava tanto da farle rimanere rosse per tutto il giorno. Quando una volta la mamma di Luigi ha chiesto spiegazioni, l’insegnante le ha risposto che era colpa delle zanzare. Sul caso la città si è divisa, da un lato c’è chi vorrebbe chiudere in cella il maestro, dall’altro c’è chi invece ne esalta le qualità, descrivendolo come un educatore esemplare.