Il luogo in cui è stato trovato morto Glenn Padilla Villamar, a Novate Milanese
Il luogo in cui è stato trovato morto Glenn Padilla Villamar, a Novate Milanese

Novate Milanese, 31 luglio 2015 - Quattro persone sono state arrestate dai carabinieri del gruppo di Monza per l'omicidio del 36enne filippino Villamar Glenn Padilla.

I fermi sono stati emessi dalla Procura della Repubblica di Milano nei confronti di due cittadini filippini e di due italiani. Il cadavere di Padilla era stato ritrovato carbonizzato il 26 gennaio 2015 in via IV novembre a Novate Milanese.

L’identità dell’uomo era stata ricostruita partendo da un brandello di polpastrello, un chiodo inserito nel femore e un tatuaggio sulla gamba. È stato un precedente per droga a far riconoscere il filippino, il suo nome era nella Banca Dati dei carabinieri.

Gli investigatori sono giunti ai quattro attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali che hanno avuto bisogno di un discreto numero di traduttori, mentre una notevole collaborazione è venuta anche dal consolato delle Filippine. Le indagini sono state complicate anche dalle condizioni in cui era stato trovato il corpo della vittima e solo grazie a una mano con un tatuaggio si è arrivati all'identificazione dell'ucciso.

Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Monza che hanno condotto le indagini coordinate dal pm di Milano Paolo Filippini, Villamar Glenn Padilla sarebbe stato attirato in una trappola dagli indagati, che lo hanno raggiunto il 24 gennaio scorso nella sua abitazione di via Mar Nero a Milano dicendogli di dovergli parlare, e dove invece lo hanno aggredito a colpi di mazza da baseball, lo hanno accoltellato e infine strangolato e poi hanno lasciato l'appartamento. Il giorno seguente, dopo averlo avvolto in diversi cartoni, hanno caricato il cadavere su un furgone Opel Vivaio e lo hanno trasportato in un campo isolato al confine tra Quarto Oggiaro e Novate Milanese, dove gli hanno dato fuoco e dove è stato rinvenuto casualmente il 26 gennaio.

Sempre secondo l'accusa, all'origine del delitto ci sarebbe stata la rabbia dei quattro per la decisione della vittima di lasciare il capoluogo per trasferirsi a Biella dove vive la compagna: Glenn Padilla infatti assicurava loro i canali di approvvigionamento e di vendita di shaboo, la costosa metanfetamina che acquistavano e poi spacciavano insieme principalmente a cittadini asiatici che vivono tra Milano e Monza. Sembra inoltre che la vittima avesse un debito di circa 800 euro con i suoi carnefici.

I quattro fermati, pregiudicati per droga residenti a Milano, sono stati raggiunti da un decreto di fermo il 7 e il 27 luglio scorsi. Il primo ha riguardato il 25enne italiano di origine filippina J.C.L. e il filippino 35enne P.B. che stavano organizzandosi per fuggire nelle Filippine, mentre il secondo ha portato in carcere il 27enne C.D.M. e il 57enne messinese L.R.. Accusati di omicidio 
volontario e soppressione di cadavere, gli indagati avrebbero fatto le prime ammissioni accusandosi vicendevolmente.