Il genetista Giorgio Portera ispezionò la villa di Vito Clericò lo scorso 22 giugno
Il genetista Giorgio Portera ispezionò la villa di Vito Clericò lo scorso 22 giugno

Garbagnate Milanese (Milano), 25 novembre 2018 - Sono di Vito Clericò (reo confesso), della moglie Alba De Rosa e della vittima Marilena Rosa Re le tracce di sangue trovate sul pavimento della villa di via Livorno a Garbagnate Milanese. Le tracce ematiche sui guanti in lattice rinvenuti in una tasca dei pantaloni di Clericò sono invece del killer e della vittima. Sui guanti, che Clericò potrebbe aver usato per l’omicidio e l’occultamento del cadavere nell’orto di via Volta, c’erano anche residui di terriccio. Infine, sarebbero di origine animale le tracce ematiche trovate nella vasca da bagno e sul pavimento del garage, probabilmente dei conigli che Clericò uccideva. È quanto riportato nella relazione di Giorgio Portera, genetista del Dipartimento di Biologia e Genetica forense dell’Università degli Studi di Milano, nominato dal pm Rosaria Stagnaro, sostituto procuratore del Tribunale di Milano. Il genetista lo scorso 22 giugno aveva ispezionato con il luminol tutti gli ambienti della casa, dalla mansarda al box, trovando diverse tracce ematiche. Dopo mesi di approfondimenti in laboratorio, lo scorso 20 novembre ha depositato la sua relazione di 189 pagine.

La nuova documentazione potrebbe dare una svolta nell’indagine sulla morte di Marilena Rosa Re, promoter di 58 anni, residente a Castellanza (Varese), uccisa il 30 luglio 2017 dal suo ex vicino di casa, Vito Clericò, che doveva restituire alla donna quasi 80.000 euro avuti in prestuto due anni prima. Il sangue e il Dna trovato sul pavimento della zona notte della villa potrebbero chiarire la dinamica del drammatico omicidio, ma soprattutto aggravare la posizione di Alba De Rosa. Il marito l’ha sempre difesa, lei si è sempre dichiarata estranea ai fatti: "Io non ho aiutato mio marito, non ho fatto a pezzi nessuno". Per il pm Stagnaro invece avrebbe avuto un ruolo nell’occultamento e nel depezzamento del cadavere della vittima e avrebbe aiutato il marito nel nascondere anche alcune prove fondamentali per le indagini, come l’arma del delitto, i vestiti e la borsa della donna che non sono ancora stati ritrovati. "Ora attendiamo di conoscere la decisione del pm sulla posizione di Alba De Rosa e nei prossimi giorni chiederemo nuovamente il dissequestro della villa per consentire alla nostra assistita di tornare a casa - dichiara l’avvocato difensore, Daniela D’Emilio -. Intanto abbiamo depositato una nuova relazione fatta dallo psichiatra Alessandro Meluzzi che conferma che la malattia di Clericò (epilessia) potrebbe avere diminuito la capacità di intendere e volere, oltre a un quadro clinico grave confermato dal fatto che Clericò è dimagrito 13 chili da quando è in carcere". Intanto il gup Alessandra Simion ha rinviato al 24 gennaio 2019 la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio del pensionato.