Bloccata la proposta di legge
Bloccata la proposta di legge

"Ora è finita. Tutto dovrebbe tornare, in teoria, in Commissione tra minimo sei mesi quando non sappiamo ancora se questa legislatura sarà in piedi. In ogni caso è complicato pensare di ricominciare una battaglia del genere, praticamente daccapo, in Commissione Giustizia dove permane Ostellari come dominus assoluto". Con queste parole la senatrice M5S Alessandra Maiorino sintetizza quanto accaduto a Palazzo Madama dove il voto dell'Aula ha accolto la richiesta del non passaggio all'esame degli articoli del ddl Zan (il disegno di legge contro l'omotransfobia e i reati d'odio), la cosiddetta 'tagliola'. Il voto segreto, aggiunge, "impedisce di dare responsabilità. Ci siamo affidati ad una guida più esperta ma l'esito è stato questo".

Cos'è il Ddl Zan

La cosiddetta "tagliola" era stata chiesta da Lega e FdI.  A favore 154 senatori, 131 i contrari e due astenuti. La votazione, avvenuta a scrutinio segreto, è stata accolta da un applauso. Il disegno di legge contro l'omotransfobia era stato approvato dalla Camera il 4 novembre 2020.

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Le reazioni

Forti le conseguenze e le reazioni al voto del Senato. Il deputato azzurro Elio Vito si è dimesso da responsabile del Dipartimento Difesa e sicurezza del partito perché Forza Italia al Senato ha votato sì alla tagliola. Vito ha pubblicato su Twitter la lettera di dimissioni inviata a Silvio Berlusconi. Mentre sia il leader della Lega Matteso Salvini, sia Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia Viva, hanno sintetizzato così la vicenda: "Sconfitta l'arroganza di Pd e 5Stelle. Per Salvini "hanno detto di no a tutte le proposte di mediazione, comprese quelle formulate dal Santo Padre, dalle associazioni e da molte famiglie, e hanno affossato il Ddl Zan. Ora ripartiamo dalla proposte della Lega: combattere le discriminazioni lasciando fuori i bambini, la libertà di educazione, la teoria gender e i reati di opinione". Per Boschi si tratta di "una sconfitta incredibile, non solo per il Parlamento, che ha perso l'occasione di far approvare una legge di civiltà, ma per le tante donne e uomini che aspettavano di essere finalmente tutelati da aggressioni e discriminazioni". Alessandro Zan, l'autore del disegno di legge commenta: "Chi per mesi, dopo l'approvazione alla Camera, ha seguito le sirene sovraniste che volevano affossare il ddl Zan è il responsabile del voto di oggi al Senato. È stato tradito un patto politico che voleva far fare al Paese un passo di civiltà. Le responsabilità sono chiare".